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Una piacevole coincidenza

24 febbraio 2009: una data importante per i Palermitani. Dopo circa un anno di restauri e 6.000.000 di euro finanziati dall’U.E, viene restituito alla comunità uno dei gioielli barocchi più importanti nella storia dell’arte siciliana: la Chiesa del Gesù di Casa Professa.

Una vittoria anche sul tempo: meno di 12 mesi per il recupero rivolto non soltanto alla parte architettonica del monumento, ma anche agli elementi lapidei, agli stucchi, alle dorature delle volte di numerose cappelle. Sono state eseguite pure opere di pulitura e ripristino dopo la scollatura di strati di depositi e degradi.

È stato anche restaurato il mobile da sagrestia che data dai primi del ‘600 e che fu intagliato dal lombardo Taurino e che ha rivisto, finalmente, la sua naturale cromia del legno di noce. Non è mancato il restauro completo di alcuni paramenti sacri. Alcuni locali annessi alla chiesa sono stati riadattati e destinati a sede museale.

Ancora una volta, dunque, la Sicilia, Palermo come luogo d’arte, come cultura che si fa impresa per tornare a splendere di antichi onori, di storia intrecciata nei secoli che ha lasciato tracce su tutto il territorio isolano ma che sempre di più vuole fare capire che ha bisogno di attenzioni e di cure. E per questo non può essere relegata a mera sfera di con­templazione e ammirazione, ma deve essere considerata un bene da conservare nel tempo e quindi ha bisogno di mezzi economici volti alla sua costante salvaguardia.

Questo è anche il pensiero di Maurizio Scaglione, presidente dell’Associazione di imprese Secolo Ventuno che, proprio nello stesso giorno in cui la chiesa di Casa Professa veniva resa di nuovo praticabile da fedeli ed estimatori dell’arte, ha inaugurato la nuova sede dell’associazione.

“Il 24 febbraio 2009 è una data molto importante nella vita di Secolo Ventuno. L’inaugurazione della nuova sede…nel palazzo della Camera di Commercio di Palermo, è molto più di un semplice trasferimento… Rappresenta un traguardo per la storia della nostra Associazione…entrando anche “fisicamente” nel cuore dell’impresa e del commercio, in uno dei luoghi simbolo dell’economia siciliana”.

La Sicilia è una terra in continua crescita, può essere e fare impresa: cultura, turismo, industrie agro-alimentari sono i campi in cui può più facilmente e liberamente muoversi. “Costituendoci in associazione, noi imprenditori - Secolo Ventuno – abbiamo, a nostro avviso, colmato un vuoto: quello della rappresentanza dell’impresa siciliana. Nel nostro organo statutario è previsto che possono fare parte di Secolo Ventuno soltanto imprese siciliane, con sede in Sicilia, con opificio in Sicilia…Visto che si parla tanto di autonomismo nella Costituzione, di federalismo, noi l’abbiamo cominciato già ad attuare sotto l’aspetto dell’imprenditoria”.

E continua: “Punto di riferimento, dunque, per le imprese isolane come lobby di difesa di interessi dell’imprenditoria siciliana e no di questua… Quando c’è un problema alla FIAT o all’ENEL o alle Ferrovie, Confindustria giustamente si mobilita e questo è il suo grande lavoro. Quando un piccolo associato con 4 dipendenti ha un problema, non penso che ci sia la stessa mobilitazione. Ecco, noi desideriamo che il piccolo imprenditore abbia voce in capitolo quanto quello della FIAT o delle Ferrovie”.

Tra i progetti concreti che Secolo Ventuno si è posti ce n’è uno che riguarda la Fiera del Mediterraneo di Palermo. Istituzione che vanta più di sessanta anni di vita, punto di riferimento per i Palermitani e i Siciliani tutti, un tempo mostra di tecnologie avanzate, di istituzioni in crescita, vetrina di attività commerciali e imprenditoriali che respiravano l’aria di tutti i continenti, oggi diventata mercatino indigeno e etnico lontano da ogni idea di “Fiera” come deve intendersi secondo il suo statuto di fondazione.

E per la prima volta - nel 2009 festeggerebbe 64 anni di vita – non aprirà i cancelli dei suoi 83 mila metri quadrati di spazi espositivi.

“Abbiamo presentato pubblicamente” ci dice ancora Maurizio Scaglione “un progetto concreto nel 2007 per quanto riguarda la Fiera del Mediterraneo: nel silenzio di tutti, politica, associazioni, organizzazioni sindacali. Noi non abbiamo soltanto detto che era un dramma che le Fiere di Palermo e Messina [anche quest’ultima versa in gravi difficoltà]: abbiamo presentato un progetto per essere noi a gestirle senza chiedere nessun contributo economico… noi avremmo investito, avremmo rilevato i dipendenti…Non abbiamo avuto risposta dalle interlocuzioni… Ad oggi, ha detto il Presidente della Regione (Raffaele Lombardo) e quello che mi risulta, è che l’unica proposta scritta presentata e messa in entrata, è la nostra… Intanto c’è un progetto, che ha un numero, il 365, perché noi pensiamo che la Fiera debba essere aperta 365 giorni l’anno. Ciò vuol dire occupazione, promozione…”

Inoltre, un annoso problema che affligge tuttora l’imprenditoria siciliana è dato dalla burocrazia. La velocità è fondamentale nella vita di un’impresa perché sia efficiente e redditizia, e quando cerca di districarsi nel labirinto degli uffici, specialmente quando va ad arenarsi anche “…al momento di incassare i quattrini nostri, nostri, dalla pubblica ammini­strazione, aspettiamo 18 mesi...”

Una caratteristica importante e che finora rende unica Secolo Ventuno è che riunisce in sé imprenditori appartenenti a tutti i settori. E allora vi si incontrano operatori turistici, delle sale cinematografiche, dei centri commerciali, di estrazione del marmo, di produzione casearia, grandi produttori alimentari, di ristoranti… La Sicilia, dunque, può essere impresa, può fare impresa.

Se poi fa affidamento sulle intelligenze che l’isola produce senza esportarle ma trattenendole a sé, allora se ne avrà un ritorno in termini strettamente economici. Basta creare centri di eccellenza che trattengano i nostri figli, i nostri laureati che sono tra i più numerosi d’Italia, per arricchire sempre più il nostro patrimonio, non solo economico ma soprattutto di idee.

In Sicilia, il territorio non lo consente, non ne ha la vocazione, sarebbe uno spreco, “…non si possono costruire industrie siderurgiche…invece di avere noi la fabbrica…per andare a costruire detersivi, abbiamo la fabbrica ad Erice, a Taormina, ad Agrigento, a Selinunte. Ecco, quelle sono le nostre fabbriche più belle…”

E allora ci viene facile pensare che potendo essere la storia e la cultura della Sicilia i pilastri dell’economia dell’isola, il restauro della Chiesa di Gesù di Casa Professa consegnato ai palermitani lo stesso giorno in cui Secolo Ventuno si è insediato nella nuova sede del palazzo della Camera di Commercio, sembra una sottolineatura che va a inserirsi nel solco degli auspici di una sempre maggiore crescita finanziaria isolana. Questo, per gli amanti delle coincidenze.

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