Sciacca non è soltanto un caso
È del 1843 il libro “Il caso di Sciacca” scritto da Francesco Savasta e ristampato nel novembre 2011 dall’editore Salvatore Estero che narra fatti accaduti due secoli prima.
Si racconta di un caso raro nella storia della nobiltà in cui le ragioni dei dissidi, sfociati poi addirittura in un omicidio ad opera di un nobile ai danni di un suo pari, furono di natura vendicativa per rivalità tra famiglie e non dettate da sentimenti di conquista degni di blasonati signori.
Solo per citare i nomi, le famiglie protagoniste furono quella siciliana dei Perollo, vittima e quella spagnola dei Luna, carnefice che erano signori in Sciacca e di altissimi blasoni.
Il libro di Savasta che racconta la storia in maniera approfondita e con ricchezza di particolari, è diviso in quattro trattati. Il primo descrive la città di Sciacca, dalle origini del nome sino alla illustrazione dei luoghi di culto; il secondo è una completa elencazione dei nobili casati presenti nel periodo in cui si svolse il “caso”; il terzo trattato racconta l’antefatto dell’inimicizia tra le due famiglie e infine il quarto vede Giacomo Perollo e Sigismondo Luna protagonisti del secondo caso di Sciacca.
Sull’origine del nome della città sono queste le spiegazioni che Francesco Savasta dà nel primo trattato del libro. Un tempo era una X l’iniziale del nome saraceno Xech, che si traduce Signora, Governatrice e cita come fonte una lettera di P. Candela in cui si sottolinea che “...Xechi erano chiamati dai Saraceni i governatori delle piazze. Altri vogliono che fu detta Xacca da Xach, che vuol dire Mercurio, forse per un famoso Tempio di questo Nume, che era un tempo venerato ”.
Scrive inoltre l’autore che “...Xach significa anche Pomona, Dea dell’Abbondanza. Comunque, qualunque sia l'origine del suo nome, sempre importò un decoroso significato di sua grandezza”.
Infine, in latino la X iniziale si trasformò in S e il suo nome richiamò sempre la fertilità. Altre probabili derivazioni non lontane, tra l’altro, dalla vicinanza con le terme e le sue acque medicamentose, assimilarono il suo nome alle fonti curative e comunque fu sempre considerata una città prestigiosa per la sua collocazione sul versante occidentale e meridionale della Sicilia che ne ha sempre fatto un importante porto sul Mediterraneo, proprio di fronte a Tripoli e a Tunisi.
E fu il luogo più vicino – appena 26 miglia – alla “neonata” isola Ferdinandea quando questa emerse dopo una violenta eruzione del vulcano sottomarino attivo che giace proprio sotto le acque del Mediterraneo.
Invero la sua vita fu di breve durata, cinque mesi nei quali ben tre stati se ne contesero il possesso per rinunciarvi irrimediabilmente dopo la sua scomparsa tra i flutti del mare.
Oggi Sciacca è nota in tutto il mondo come la città delle Terme che vantano una storia narrata e celebrata perfino da Plutarco, Cicerone, Plinio e dall’arabo Edrisi, profondo conoscitore della Sicilia.
Le sue acque salsobromoiodiche e le stufe vaporose sul Monte Kronio, uniche al mondo che ci rimandano al mito di Dedalo, accolto dal re Còcolo per difenderlo da Minosse che lo inseguiva per ucciderlo, fanno di Sciacca uno dei siti termali più importanti nelle terapie di alcune patologie che qui trovano il giusto equilibrio tra cura e piacere del soggiorno favorito anche da moderne ed efficienti strutture ricettive.
La città vanta pure personaggi illustri nel campo della storiografia quali i Grandi Fazello e Inveges, nelle scienze naturali Noceto e Bocconi, Amodei nella musica; nel ‘700 Tresca, Testone e Mariano Rossi onorarono l’arte pittorica che vide eccellere nel Rinascimento anche Riccardo Quartararo che fu maestro di Antonello da Messina, il famoso autore del quadro “Ritratto dell’Ignoto Marinaio” e della “Madonna”, sublime opera onore e vanto della storia dell’arte italiana.
Fondata nel VII sec. a.C. dagli abitanti di Selinunte che ne fecero la loro stazione balneare e termale divenne nel Medio Evo un importante centro industriale e commerciale. Le numerose chiese, ricche di elementi architettonici e scultorei di pregio insieme alle porte delle antiche mura, ne fanno una città importante anche dal punto di vista monumentale.
E non solo: anche l’artigianato riveste un significativo ruolo. La manualità dei saccensi ha trovato il massimo grado di espressività nelle creazioni fittili grazie alla qualità della sua ceramica. Il massimo livello nell’arte della maiolica fu raggiunto tra il XVI e il XVIII secolo, ma ancora oggi sono circa trenta le botteghe artigianali dedicate a questo eminente prodotto locale.
Si trovano pertanto a far bella mostra di sé in negozi dedicati, piastrelle, anfore, statue, piatti, vasi e oggetti vari e la recente scoperta di antichi forni fa pensare al trecento, o forse ancora prima, come data di inizio della lavorazione della ceramica a Sciacca.
Sicuramente le sue opere fittili dominarono nei secoli successivi ampliando il mercato artigianale e ne sono testimonianza le numerose fornaci. Molti monumenti del XVI secolo furono abbelliti dalle mattonelle saccensi.
Intorno alla fine del 1800, invece, si fa risalire la nascita del Carnevale come occasione di festa in cui, accanto ai carri allegorici, i cittadini amavano sfilare travestiti e assumere ruoli diversi da quelli propri, aiutati magari da fiumi di vino che scioglievano ogni freno inibitorio.
Elemento indispensabile del Carnevale è la maschera la cui etimologia dal longobardo “mascka”, significava strega, demonio, larva e rappresentava le anime dei morti che, evocate da riti propiziatori, ritornavano sulla terra per favorire un abbondante raccolto.
Tra le personalità originarie di Sciacca si ricordano il padre di Joseph Barbera che insieme a William Hanna fu autore di celebri cartoni animati. Anche il nonno paterno di Jon Bon Jovi, famoso solista del gruppo hard rock-heavymetal dei Bon Jovi, il cui nome è Giovanni Bongiovì, trasformato in John Bongiovi, è nato a Sciacca, così come ebbe gli stessi natali Giuseppe Mario Bellanca, ingegnere e fondatore della Bellanca Arcroft Company, che progettò e costruì il primo monoplano con cabina degli Stati Uniti d’America.
Nel territorio saccense Pietro Germi, famoso regista cinematografico italiano ambientò due tra i suoi più importanti e noti film: “In nome della legge” del 1948 che vinse tre Nastri d’Argento e “Sedotta e abbandonata”.
Dal 27 luglio 2001 la città di Sciacca Terme è gemellata con San Salvador de Bahia (Brasile) mediante un protocollo “valido a tempo indeterminato”, secondo un accordo scritto in lingua portoghese e italiana e firmato dai sindaci delle due città allora in carica.
Il documento in alcune sue parti recita così: “...i rapporti di amicizia e culturali tra le due città rappresentano un contributo importante alla causa della pace e della comprensione reciproca attraverso lo scambio delle tradizioni popolari...I rappresentanti di ambedue le città si adopereranno per stabilire rapporti di amicizia e di collaborazione culturale, scientifica,...con tutti i mezzi di cui potranno disporre...per favorire la conoscenza delle reciproche culture, per lo sviluppo di una nazione nel rispetto e nell’accettazione delle differenze culturali...”.
Prova di costante ricerca culturale la città continua a darla nelle manifestazioni di interesse verso l’arte e ogni forma di creatività.
Proprio in questi giorni è in corso una mostra di quadri del pittore Giambecchina, che molta della sua produzione ha dedicato ai paesaggi siciliani, e che ha rappresentato quei momenti artistici del ‘900 italiano che hanno avuto tra i loro massimi esponenti diversi rappresentanti siciliani dell’arte pittorica.
Le opere sono esposte nella saletta polifunzionale intitolata a Luigi Pirandello, al primo piano della Mondadori, che è stata inaugurata il 27 dicembre scorso, ad appena un anno dall’apertura della libreria. Un bilancio positivo in un momento di crisi come quello che sta attraversando il mondo occidentale ma che fa sperare, se la cultura riesce a “vendere”, in una rinascita che parta proprio dalla cultura.
E a conferma della partecipa- zione costruttiva al progetto erano presenti all’inaugurazione l’Avvocato Pierluigi Pirandello, nipote dello scrittore e il Professor Stefano Milioto, Consigliere Delegato del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani che ha tenuto una interessantissima lectio magistralis dal tema “La lezione cinematografica di Pirandello”.
Alfonso Generoso e Giovanni Raso hanno regalato agli ospiti presenti alcuni momenti di recitazione di brani pirandelliani.