Non sono solo librerie
25 novembre 1985: la città di Palermo viene colpita da un grave lutto: Biagio Siciliano e Giuditta Milella, due ragazzi, due studenti del liceo Meli vengono uccisi dall’auto di scorta dei giudici Guarnotta e Borsellino che percorre a folle velocità la via Libertà, all’altezza dell’istituto scolastico. Sono le 14:00 circa. Nello stesso giorno alle ore 17:00 si inaugura in città la prima libreria Feltrinelli del Sud Italia, la 14esima di tutto il territorio nazionale.
Una grande festa in stile “gattopardiano” avrebbe dovuto suggellare l’evento, ma la mancanza di sponsor e il lutto sceso improvviso sulla città, ridimensionano il clima entusiasta e febbricitante di quel lunedì 25 novembre. Ma erano anche gli anni del primo maxi processo di mafia che veniva istruito proprio nel 1985, la città era blindata. “Mah! Feltrinelli arriva a Palermo! Ma questi che cosa devono fare? Non faranno mai niente, tra un anno chiuderanno; poi con queste librerie “tascabili””, erano questi i commenti che si facevano in città, ci racconta la direttrice del punto vendita di Paleremo, Lia Vicari.
Leonardo Sciascia definì “atto coraggioso” l’apertura dei locali di piazza Massimo in una intervista rilasciata al giornale “L’Ora” del 24 novembre 1985, mentre il sindaco Leoluca Orlando, contemporaneamente, così si esprimeva nello stesso articolo:”L’apertura della nuova libreria…può contribuire a dar vita a quei “salotti” culturali di cui altre volte ho desiderato il ritorno come luoghi di elaborazione delle idee…incontrarsi attorno al libro è sempre un modo esemplare di fare cultura. E’ importante che a Palermo…arrivino mille poliziotti o mille magistrati, ma è altrettanto importante che…giungano mille Feltrinelli”.
Di fronte al Teatro Massimo, nei locali che furono della libreria Ciuni – un’istituzione a Palermo – eppure quel pomeriggio la folla non si fece aspettare e Inge Feltrinelli e il figlio Carlo intrattennero un pubblico numerosissimo. Tra uomini politici, intellettuali e persone comuni, i 210 mq di quello che si apprestava a divenire un nuovo polo culturale nel capoluogo siciliano, non lasciavano spazio se non ad una ricerca tra gli scaffali ordinati, selezionati per tipologia di argomenti.
Mostravano un nuovo modo di vivere la libreria in una Palermo abituata a rilegature destinate a una esposizione in salotti più o meno blasonati, piuttosto che a edizioni “tascabili” di più facile accesso, di maggiore invito alla lettura. 25 novembre 2010: sono trascorsi 25 anni e la Feltrinelli c’è ancora. Ha cambiato posto, non guarda più il prospetto del terzo più grande teatro d’Europa, si è allontanata di poco: adesso i suoi locali che coprono una superficie di1500 mq, si trovano in via Cavour, in prossimità di quella che fu la sede della storica Birreria Italia, punto di ritrovo per una Palermo intellettuale che faceva dei “caffé” luoghi di vivaci conversazioni politiche, letterarie, culturali.
La libreria si è adeguata ai tempi, alle nuove esigenze ed è tra i suoi scaffali, tra l’odore forte della carta stampata che si trovano altri prodotti: dvd, musica ma anche giornali da potere leggere seduti ai grandi tavoli o su comode poltrone – c’è pure il bar - dove ritrovarsi con gli amici o per incontri di lavoro. Si organizzano eventi culturali. Insomma un megastore da gustare in ogni suo angolo. E si affaccia alla mente l’immagine di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che scrisse il suo “Il Gattopardo” a poche decine di metri da lì, ai tavoli dello storico bar Mazzara.
Il suo editore fu proprio Giangiacomo Feltrinelli, fondatore della omonima casa editrice che nel 1958 – purtroppo Tomasi non arrivò a vedere pubblicato il libro perché morì prima – stampò quello che divenne subito il primo best-seller italiano. Oggi è tradotto in quasi 30 lingue tra cui il coreano, il giapponese e l’arabo e che resa famosa in tutto il mondo la casa editrice. “Inge Feltrinelli e il marito hanno sempre avuto una grande attenzione alla Sicilia. Già dagli inizi con gli autori che hanno stampato…” ci dice Lia Vicari.
Noi ricordiamo anche la pubblicazione della produzione letteraria del poeta dialettale bagherese Ignazio Buttitta, del giornalista scrittore Roberto Alajmo, di Simonetta Agnello Hornby solo per citarne alcuni. Quando nel 1972 Giangiacomo Feltrinelli morì tragicamente, la moglie Inge prese la direzione dell’azienda che tuttora conduce insieme al figlio Carlo. “Siamo un’azienda contro corrente, innovativa e che continua a investire…Abbiamo continuato ad aprire nuovi punti vendita. 25 anni fa (mi emoziono tantissimo perché li ho vissuti tutti) eravamo 14 punti vendita e oggi siamo 101 solo in Italia: è un grosso risultato.
A Paleremo c’era un piccolo punto vendita di 200 mq con 6 persone, oggi 1500 mq con 35 persone. Una piccola azienda”. E’ sempre Lia Vicari a parlare. Intorno al numero 25 girano tre importanti avvenimenti che riguardano questa piccola ma grande azienda: il 24 novembre si festeggia il compleanno di Inge – quest’anno sono 80 – il 25 ricorre il venticinquennale dell’apertura a Paleremo e il 26 apre, finalmente, a Catania il 101esimo punto Feltrinelli.
Nella strada più prestigiosa, la via Etnea, trovano spazio 1200 mq di un megastore che segnerà ancora una volta un successo in un campo in cui i catanesi non mancheranno di immergersi secondo la loro migliore tradizione di ampio respiro culturale. Innovativi sin dal 1985 con l’apertura domenicale, del sabato pomeriggio e con la scelta dell’orario continuato – conquiste ottenute dopo estenuanti trattative con il comune – hanno dovuto sostenere l’ostilità dei colleghi-concorrenti. Alla fine anche i più tradizionalisti si sono adeguati alle nuove esigenze di un pubblico sempre più differenziato ed esigente.
Ancora una volta protagonista nel campo imprenditoriale e culturale a Palermo è la donna. Alcuni mesi fa pochi giorni dopo la sua morte, ci siamo trovati a raccontare di Elvira Sellerio, illuminata editrice palermitana che ha pubblicato un numero davvero grande di libri divenuti indispensabili per ogni biblioteca che si rispetti. Ma tra le signore della Palermo che fa cultura non possiamo non parlare di Lia Vicari, la direttrice del punto Feltrinelli più grande di Sicilia. L’entusiasmo per il suo lavoro e la sua intelligente collaborazione con la signora Inge sono pari alla serietà professionale con cui cura i dettagli del negozio che dirige.
La sua “vivace curiosità” come lei stessa – ma con una punta di timidezza –ama definirla, da sempre l’ha spinta ad approfondire le sue conoscenze, le sue ricerche, l’approccio al pubblico. Ora che si occupa di formazione, i ragazzi delle scuole sono il suo “cliente” preferito perché ama insegnare loro che cosa esattamente è una libreria, un libro, l’editore, non soltanto spiegando o raccontando ma stimolandoli con domande e coinvolgendo anche i genitori e gli insegnanti.
Lei, libraia (“imprenditrice di cultura” preferiamo definirla) per caso, mancata interprete (ha abbandonato gli studi delle lingue), appassionata al suo lavoro che ha visto crescere per l’impegno profuso e la volontà ferrea di arrivare a traguardi sempre ritenuti punti di partenza e mai “arrivi”, non crede nella fortuna, ma solo ai sacrifici, al lavoro costante, serio, senza sosta. E’ così riuscita in questi ultimi 25 anni che la identificano con il nome dell’azienda che rappresenta, a Palermo, a creare un’impresa che – in quanto donna – assume un valore “in più”, perché per le donne è sempre tutto più difficile, specialmente quando si riveste il triplice ruolo di moglie, madre e lavoratrice.
Il suo modello è certamente Inge Schoental Feltrinelli che, pur avendo raggiunto il traguardo degli 80 anni, non si risparmia, lavorando – così ci racconta la Vicari – non comodamente seduta a una scrivania, ma dovunque occorra la sua presenza. In occasione del suo 80esimo genetliaco il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha conferito il premio De Sica che viene assegnato per meriti straordinari ,a personaggi dello spettacolo e della cultura. Se i nostri ragazzi adesso vanno a scuola con l’e-book, a noi piace poter dire con Inge che il libro di carta, il nostro vecchio buon libro è quasi un oggetto “sessuale” col quale si ha un rapporto fisico.
Al libro, dunque, agli editori, ai librai, ai venditori di sogni quali sono gli scrittori e i poeti, il compito di affascinare e sedurre i lettori ancora una volta col magico incanto della carta stampata.