Archive

 

Giuseppe Alessi, una vita illuminata

29 ottobre 1905, San Cataldo – 13 luglio 2009, Palermo. Sembra potersi racchiudere ed esprimere nella breve e banale citazione di queste due date la lunga vita, i sogni, le speranze, le battaglie, i successi di Giuseppe Alessi, primo Presidente della Regione Siciliana nel 1947.

Ma non è così. Non un uomo qualunque o un politico di passaggio. Un grande idealista, un illustre avvocato, un fervente cattolico, laico e autonomo nel pensiero istituzionale, uomo di cultura, marito e padre affettuoso ed attento, mai risparmiatosi nelle sue età che hanno attraversato ben 103 anni, 3 mesi, 15 giorni.

A circa un mese della sua scomparsa, ci parla di lui la figlia Domitilla: “Quando è morta mia madre, sono stata colta da una angoscia terribile… Adesso che è morto mio padre non ho avuto una sola lacrima perché non lo “sento” morto. Mi sento più forte, e tale è l’impulso di creare una continuità di tutto quello che è stato lui, che questo impulso è più forte del dolore.” E continua: “Dentro di me io ho sempre pensato che è stato l’uomo della mia vita. Lo è stato in tutti i sensi: nei contrasti, nelle divergenze, negli entusiasmi, perché eravamo due nature molto simili che si sono confrontate”.

Allievo prediletto di Luigi Sturzo, fu sempre molto vicino alla Chiesa pur mantenendo sempre la sua autonomia di cui sempre si vantò. Fin dall’età di tredici anni si iscrive a diverse organizzazioni cattoliche; dopo la laurea inizia l’attività di avvocato. Giovanissimo prende la tessera del Partito Popolare italiano. Nel 1944, è già sposato e si è trasferito da tempo con la famiglia di origine paterna e materna a Caltanissetta dove, nel suo studio di via Cavour 19, nasce la Democrazia Cristiana siciliana di cui lui è ovviamente uno dei fondatori.

Sindaco di San Cataldo, è anche tra i membri per la compilazione dello Statuto della Regione Siciliana e della Commissione Paritetica per l’attuazione delle norme per lo Statuto Siciliano. In occasione delle votazioni per l’elezione del primo governo autonomista, i risultati videro il blocco del popolo (le sinistre) con 590.877 voti, la Democrazia Cristiana con 399.177.

Di conseguenza, presidente della prima Assemblea regionale fu eletto il senatore Ettore Cipolla e presidente della Regione l’onorevole Giuseppe Alessi. Il 15 maggio 1946, con decreto 455 approvato dal Consiglio dei Ministri, presidente A. De Gasperi, viene istituita la Regione Siciliana. Il giorno seguente Umberto di Savoia e il guardasigilli Palmiro Togliatti, promulgano il decreto che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 giugno. Dal 1955 al 1956 è alla guida della Giunta regionale siciliana.

Dal dicembre 1957 al giugno 1959 è presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Nelle politiche nazionali del 1963 viene eletto senatore nel collegio di Caltanissetta nelle fila del partito della Democrazia Cristiana del cui Consiglio Nazionale è stato membro e componente della Direzione Centrale. Nel 1968 viene eletto alla Camera dei Deputati.

La sua grande personalità, moralità e cultura lo videro Presidente dell’Enciclopedia Treccani dal 1973 al 1993 (la più lunga presidenza dell’Istituto fino ad oggi) la cui carica lo vede in compagnia, tra gli altri, di Guglielmo Marconi, di Luigi Einaudi – che fu anche il secondo Presidente della Repubblica Italiana – di Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina. Agli anni della sua presidenza si deve la creazione della Enciclopedia del Novecento e della Enciclopedia del Diritto.

La sua vicinanza alla Treccani è stata molto probabilmente il trait d’union alla libreria Novecento e alla omonima casa editrice di cui è stato co-fondatore insieme alla figlia Domitilla che, alla domanda sulle preferenze letterarie del padre, ci racconta: “La cultura dell’arte, della letteratura di mio padre è stata sempre ferma alle sue letture giovanili. Ricordo che da piccolina entravo nel suo studio dove io mi nascondevo tra una tenda e l’altra… la sua libreria – intoccabile -, la sua cultura che è italiana, che arriva fino all’‘800 – primissimi ‘900… quindi autori italiani, francesi, russi.

Era profondamente legato alla letteratura russa che è anche profondamente religiosa. Io, invece, ho amato molto gli autori inglesi, americani… Non ho amato molto Manzoni ma Salgari, l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide”.

E per quanto riguarda la pittura, continua: “…aveva una splendida pinacoteca ma erano tutti dipinti “religiosi” del ‘600, ‘700, ‘800… E poi una bella collezione di Lo Jacono, qualche De Maria, tutti siciliani.” Dunque, l’amore per l’arte come punto di incontro tra due generazioni, tra un padre e una figlia? “Ci ha unito molto l’idea del collezionismo e della coltivazione del bello… A cominciare dal suo grande amore per il giardino bellissimo di fiori e un frutteto in cui si è espresso quando abitavamo a Caltanissetta e che ha trasferito sulle terrazze quando ci siamo trasferiti a Palermo dopo l’elezione a Presidente della Regione”.

E continua: “Il bello era poi nell’apparecchiatura della tavola, in particolari servizi che lui comprava”. Ci parla anche del suo amore per le carte, quelle siciliane, con cui intratteneva divertenti sfide con i familiari in improbabili partite, perché per lui il gioco delle carte era solamente “un’espressione di un gioco familiare”.

Rigoroso nella sua attività di avvocato, di parlamentare, di uomo dalla cultura profondamente cattolica, lo fu anche nei confronti della morte. Accettò questo “passaggio” quando morì suo padre mantenendo un atteggiamento “inglese”, all’apparenza freddo, come espressione di fede cristiana o di rispetto verso la persona, l’uomo. “Quando si vive il presente” dice Domitilla Alessi “di ogni giorno in piena soddisfazione senza nulla togliere al prossimo e quindi in una perfetta serenità di coscienza, si tiene in grande considerazione la vita più che la morte”.

Da quando si ritirò dalla vita politica, non se ne interessò più abbastanza, né si espresse particolarmente sui fatti di mafia e sulle stragi di Falcone e Borsellino. “…si interessò di seguire Portella della Ginestra, le storie di Giuliano”. Stimato dai colleghi di partito ma anche e forse di più dagli avversari politici, suoi grandi amici furono Pompeo Colajanni, Nené Macaluso e poi i più giovani Leoluca Orlando e Guido Lo Porto. Non considerò mai “antagonista” o “nemico” alcun esponente di partito della sinistra, lui uomo della Democrazia Cristiana.

Esprimeva delle perplessità ricordando che “…quando andò per la prima volta alla Presidenza della Regione, mancavano le penne; c’erano 350 impiegati e che lavoravano tutti! Oggi si parla di 20.000 impiegati! Per lui il segno che qualcosa era cambiata in peggio, era che la politica era diventata una gestione amministrativa”. Da buon cattolico riteneva che il fulcro dell’educazione, della morale, fosse la famiglia e per questo trasmise ai figli i principi dell’onestà, della lealtà, della generosità. Nato da una famiglia numerosa e non benestante: in dodici vivevano in un’unica camera da letto, gli toccava andare a scuola con le scarpe delle sorelle più grandi di lui.

Fu Pompeo Colajanni a “salvarlo” dalla mortificazione dell’appellativo di “signorina” affibbiatogli da alcuni compagni, scambiando con lui le proprie calzature. Fu da quell’episodio che nacque la grande stima e amicizia a discapito della successiva rivalità politica. Ebbe occasione – e fu il primo Presidente a farlo – di visitare gli USA dove fu accolto con grandi onori e dove con la sua delegazione, composta da soli tre elementi, visitò le aziende degli emigrati siciliani.

Non fu un padre molto espansivo ma il legame con la figlia Domitilla – seguito a contrasti di carattere generazionale e di temperamento – trovò il suo pieno manifestarsi nella solidarietà che le diede nella creazione della libreria e della casa editrice Novecento che ancora oggi sono punto di riferimento per pubblicazioni di elevato spessore artistico, intellettuale, culturale e internazionale.

Scrittori della rilevanza di J.L. Borges, personaggi come Yves Saint Laurent, Carlo Ponti hanno frequentato la loro casa, essendone amici. La casa editrice che si occupa anche di creare eventi, ha in programma per i prossimi mesi, una grande mostra a Montecitorio su Ducrot e Basile, le ceramiche Florio che ben s’inseriscono nelle celebrazioni del centenario del Liberty e del Futurismo.

___________________________________________________________________________________

10631 Vinedale Street, Sun Valley, CA 91352 - Phone (818) 767-3413 - Fax: (818) 767-1410