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Fausto Pirandello: ritorno in Sicilia

C’è sempre stata una donna importante nella vita di più generazioni dei Pirandello. Antonietta Portulano, siciliana, segnò con la sua pazzia seguita al tracollo finanziario familiare – nel bene e nel male – il drammaturgo Luigi; Pompilia D’Aprile, laziale, fu compagna amorevole e insieme forte nonché amministratrice oculata del pittore Fausto – terzo e ultimogenito di Luigi.

Oggi è la volta di Giovanna Carlino, siciliana della provincia agrigentina, che da quindici anni è la moglie di Pierluigi – avvocato - figlio di Fausto e dunque nipote dello scrittore e drammaturgo premio Nobel Luigi, a cui è toccato – ma per scelta personale – il compito di amministrare la memoria del padre, la sua arte. E la dottoressa Carlino non si è risparmiata in entusiasmo e dedizione per portare avanti e con successo la missione del marito, che ha fatto sua, ormai non più soltanto “ammiratrice d’arte” ma profonda conoscitrice delle più nascoste pieghe della pittura e della psicologia del suocero Fausto Pirandello.

Così dietro le mostre che – nel 35esimo anniversario della morte (30/11/1975) e nel 110ecimo della nascita (17/06/1899) del grande maestro Fausto – iniziate alla fine del 2009 e che continuano nel 2010, è certamente una protagonista anche lei, la fedele, assidua, importante e indispensabile presenza in ogni organizzazione, in ogni preparazione di evento.

E’ già accaduto per Articoli Corrado, vicino a Roma e paese natio di Pompilia D’Aprile a maggio del 2009, a Vittoria, in provincia di Ragusa a dicembre dello stesso anno e a Salemi, delizioso borgo medievale in provincia di Trapani a febbraio 2010. Lei è sempre disponibile; quindi è anche a lei che non è certo tra le persone sempre citate negli articoli dei giornali o nei servizi televisivi riservati ai singoli eventi culturali che si deve il successo degli happenings e chi le sta vicino, familiari, amici, collaboratori, addetti ai lavori lo sanno e la apprezzano.

L’ultima in ordine di tempo, la mostra inaugurata il 19 febbraio scorso e visibile fino al 20 maggio prossimo al Castello svevo -normanno di Salemi (che Giuseppe Garibaldi, arrivatovi e dichiaratosi dittatore del Regno delle Due Sicilie, issando personalmente la bandiera tricolore sulla cima di una delle tre torri del castello, proclamò “prima capitale d’Italia”, titolo che mantenne per un solo giorno e dove fu promulgata una delle prime leggi dell’Italia Unificata), si compone di 47 opere di Fausto insieme - ed è una accoppiata felicissima – alle 24 fotografie di Angelo Pitrone, fotografo di eccellente sensibilità e competenza tecnica, il cui tema, “Pirandello e i luoghi del Caos”, ben si sposa con l’evento a cui Vittorio Sgarbi , critico d’arte e sindaco della cittadina ospitante, ha dato il titolo “Forma e Materia. Dipinti e disegni 1921-1972”.

Ne ha pure curato l’esposizione che si è avvalsa della competente e brillante direzione artistica di Giada Cantamessa. Non si può, pensando ai Pirandello, prescindere dai luoghi del Caos di cui Pitrone, tra l’altro, dà una visione di eccellente luminosità, quale essa è nella realtà empedoclina, agrigentina, ma che dal momento degli scatti (1998) ad oggi ha visto cambiare il paesaggio. Le tele e i pastelli appartenenti a una collezione privata sono divise in cinque sezioni: Nascere carne, ossa e nervi.

L’interpretazione del nudo in F.Pirandello; Figure femminili; Natura e oggetto; Ritratti di famiglia e autoritratti; Il Tema della Crocifissione. Il catalogo, edito dalla città di Salemi, che si avvale delle firme di Vittorio Sgarbi e di Francesco Gallo, comprende, tra l’altro, le tavole dei quadri esposti, alcune letture critiche, una antologia di scritti di Fausto e alcuni “Frammenti di lettere di Luigi Pirandello al figlio Fausto”, e una biografia del pittore. Scritti teorici originali, inediti e autografi di Fausto Pirandello sono esposti per la prima volta.

Ha inaugurato la mostra , il 19 febbraio scorso, Vittorio Sgarbi alla presenza di Pierluigi Pirandello, figlio dell’artista, che anche questa volta ha regalato al numeroso, attento e qualificato pubblico alcuni ricordi della vita familiare dei grandi maestri di cui è erede. Era pure presente Giuseppe Tornatore a cui, al termine della manifestazione Vittorio Sgarbi –questa volta in veste di sindaco di Salemi- ha offerto la cittadinanza onoraria di cui è primo cittadino.

Un momento di grande intensità, durante l’inaugurazione della mostra, si è avuto quando all’interno del salone centrale del Castello si sono abbassate le luci e un sottofondo musicale si è sparso per tutte le stanze dell’antica fortezza; su un improvvisato palco sono apparsi Luigi e Fausto, padre e figlio interpretati rispettivamente da Mauro Ginestrone e da Antonio Di Marca. Hanno così dato vita a un “Dialogo immaginario tra Luigi Pirandello e il Figlio Fausto” scritto e trasformato in lettura scenica da Luciana Grifi che ha “tradotto” lo scambio epistolare intercorso tra lo scrittore e il pittore, sensibile sottolineatura di un tormento che non abbandonò mai Fausto per il dicotomico rapporto vissuto nei confronti del padre e evidenziato nella pagina teatrale della drammaturga.

Preziosa mediatrice delle due sofferte personalità, attraverso la pièce rappresentata sul fantastico proscenio del Castello di Salemi, la Grifi ha ancora una volta saputo tradurre i caratteri dei due artisti.

“L’inquietudine che mi porto dentro non mi dà requie…eppure ho desiderio di pace, anche se ne ho paura”; “…ho come un continuo ribollimento dentro di me…finora l’ho placato fuggendo, sempre in movimento da una città all’altra per non sentirlo e per sfuggire la morsa della solitudine…” E’ Luigi che parla, e Fausto: “…Che strano, proprio stanotte ho fatto un sogno…ero solo, non so dove mi trovavo, ad un tratto sento una voce che mi chiama, vado verso la voce e vedo un uomo mai visto e conosciuto, era mio padre…non ti assomigliava affatto, però eri tu…”…”Niente, non ha detto niente, mi guardava e basta…mentre io mi chiedevo perché mio padre avesse il volto di uno sconosciuto”.

E’ ancora Luigi che parla: “Troppi silenzi tra di noi…mai risolti, neppure quando ne avremmo avuto l’occasione”. Ancorata alla realtà è la visione che Fausto Pirandello ha della sua arte e che esprime più come un verista che un realista pur non essendo mai del tutto lontano dalle correnti artistiche a lui contemporanee. Benché distaccato e in un certo senso isolato – per vocazione caratteriale – non lontano da una lettura e esegesi della realtà di un interiorizzato classicismo, non tralasciò di percorrere i sentieri delle avanguardie a lui coeve trasformandole in una personalissima visione.

La Sicilia e soprattutto i luoghi agrigentini sono il comune denominatore che spesso fa da sfondo, per i “ nudi”. Nel suo confrontarsi continuo con la pittura espressionista e cubista di Derain e Picasso frutto della sua frequentazione parigina della fine degli anni venti, appare sempre evidente la sua autonomia che lo vede svilupparsi nel linguaggio astratto-concreto degli anni Cinquanta.

Pochi, dunque e ripetuti i soggetti che rappresenta e che amiamo vedere come l’approfondimento di una sicilianità personale e familiare mai dimenticata, vissuta spesso all’ombra della figura paterna da cui tentò di emanciparsi lungo tutto il corso della sua vita. Spesso i “suoi” corpi, i “suoi” nudi sembrano gli ulivi contorti e ineleganti del territorio agrigentino a lui familiare e i “suoi” colori caldi giallo-ocra o i “suoi” azzurri di un mare non propriamente in calma di vento sono visioni di una Sicilia vissuta nel corpo e nell’anima del grande artista che racchiuse dentro di sé la doppia personalità –tormentata e insieme ironica (d’altronde come il padre Luigi) propria del carattere siciliano.

Così come Luigi, anche Fausto sembra avere trovato il suo personalissimo spazio, lontano e finalmente libero dalla figura paterna. Ora non più “protezione” eccessiva ma stupore davanti alle sue opere che in modo tangibile dimostrano e hanno dimostrato tanti sostenitori che, grati per il loro riconoscimento all’artista, ricordiamo: AGEMA Corporation di Milano, Cargo & HighTech di Milano, GIAP-gruppo Minardo, Confindustria Sicilia, Mercedes Benz Superauto srl, Banca Nuova, Firriato(Vini di Sicilia), Piscitello ceramiche di Santo Stefano di Calastra(per una Sicilia dal grande artigianato), SPEDART servizi per l’arte, Gruppo Generali ag. Di Mazara del Vallo, Marilù Fernandez.

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