Giorno della Memoria: la reinvenzione della cultura Yiddish in Italia
E’ stata davvero una serata di grande spessore culturale quella tenutasi giovedí 27 gennaio 2011 presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco all’814 di Montgomery Street. In occasione della giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto ed in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati dal nazifascismo, il programma dell’Istituto ha proposto un incontro sulla riscoperta della cultura Yiddish in Italia, analizzata partendo dalle realizzazioni artistiche della drammaturga di origine ebraica italiana Mara Cantoni, assistita dal musicologo Francesco Spagnolo.
Il discorso inaugurale della direttrice dell’Istituto Amelia Carpenito Antonucci ha presentato l’evento ed introdotto i vari ospiti della serata, tra i quali il Console Generale d’Italia Fabrizio Marcelli, che ha ricordato la presenza storica della comunità ebraica in Italia, dalla sua evoluzione nel corso degli anni fino alla collaborazione istituzionale realizzata attualmente.
L’intervento è servito da apertura per il rappresentante del Consolato Generale di Israele a San Francisco, il Vice Console Gideon Lustig, il quale ha ringranziato ufficialmente per l’invito ricevuto ed onorato l’occasione con un simbolico ricordo di vita personale, quanto mai coerente con le tematiche successivamente affrontate. La parte “artistica” della serata ha visto come protagonista iniziale il poeta statunitense Jack Hirschman, peraltro membro onorario dell’Istituto Italiano di Cultura, della cui intensità e capacità espressiva il nutrito pubblico presente ha potuto avere dimostrazione con la lettura di alcune poesie sia in lingua yiddish che nella traduzione inglese.
Lo scrittore e traduttore, fervente attivista culturale negli anni ‘80, ha realizzato varie esperienze letterarie in Italia e l’assidua collaborazione negli anni ’90 all’iniziativa “Casa della Poesia” di Baronissi (SA), gli è valsa la cittadinanza onoraria nel 2008. Il momento centrale e di maggior interesse culturale dell’evento ha visto dunque come protagonisti la regista, drammaturga e cantautrice milanese Mara Cantoni, introdotta e coadiuvata sapientemente dal musicologo Francesco Spagnolo, Curatore della “Magnes Collection of Jewish Art and Life” presso la Biblioteca Brancroft dell’UC di Berkeley.
Integrando la spiegazione dell’origine e sviluppo delle sue opere con diversi momenti di video e musica di rappresentazioni teatrali, Mara Cantoni ha tracciato la storia della rinascita yiddish in Italia. La platea ha potuto apprezzare “Dalla sabbia del tempo” (1987), spettacolo che mescola in maniera inedita parola e musica, movimento e ricerca formale, ideato per la prima volta per il festival internazionale di cultura ebraica promosso dal Salone Pier Lombardo di Milano.
Alla tematica ebraica ha inoltre dedicato alcune delle sue opere più intense - tra queste un celebrato “Dybbuk” (1995, con Moni Ovadia), "rito teatrale" in memoria della Shoah - senza rinunciare alla libertà di sguardo, alla limpidezza di stile e all'impronta innovatrice che da sempre caratterizzano la sua poetica. Da ultimo è stata presentato lo spettacolo “Ballata di fine millennio” (1996), realizzato sempre con Moni Ovadia per il Festival Brecht del Piccolo Teatro di Milano, di cui è stato mostrato un coinvolgente estratto sulle musiche della Teather Orchestra.
Nello sperimentare molte delle relazioni possibili tra suono, parola e movimento, toccando spesso anche il mondo delle immagini, Mara Cantoni ha fatto del nomadismo tra le arti la sua impronta stilistica. Transitando infatti con disinvoltura, benché con pari rigore e felicità di risultati, per musiche teatri e scritture di diverso segno, mutando spesso di ruolo ma sempre facendo della musica il centro pulsante dei suoi lavori. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito web www.iicsanfrancisco.esteri.it
Roberto Natalini
Istituto Italiano di Cultura