Giornate Risorgimentali all'IIC di San Francisco
Il Risorgimento e gli eventi che hanno portato all’Unità d’Italia sono temi complessi e sfaccettati, che possono essere analizzati da molteplici punti di vista: questo è lo scopo che l’Istituto Italiano di Cultura si è prefissato di raggiungere con i due eventi dedicati alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, svoltisi il 1 e il 2 aprile. La serata di venerdì 1 aprile ha proposto un’interessante analisi di quello che potremmo definire “il mito” del ruolo svolto dalla figura di Verdi e dalla sua musica durante il Risorgimento.
La prof.ssa Mary Ann Smart, docente di musicologia presso UC Berkeley, ha illustrato in quali luoghi del lavoro del compositore italiano si possano ritrovare richiami o allusioni alla situazione politica a lui contemporanea, cercando di approfondire e, a volte, di sfatare i luoghi comuni che si accompagnano al binomio Verdi e Risorgimento. Dal “Va pensiero” allo slogan risorgimentale “W Verdi”, passando per le opere di compositori e librettisti a lui contemporanei come Rossini e Pepoli. All’analisi storica sono stati accompagnati, ovviamente, alcuni brani tratti dalle opere di Verdi, seguiti da spiegazioni e approfondimenti.
Sabato, invece, l’Istituto ha ospitato due importanti tavole rotonde, organizzate e moderate dalla prof.ssa Margherita Heyer-Caput (UC Davis) e dalla prof.ssa Laura E. Ruberto (Berkeley City College) che hanno visto la presenza di numerosi ospiti, interessati alle tematiche risorgimentali.
Nella prima parte della giornata ci sono stati gli interventi di Nancy Carnavale, della Montclair State University, e di Simone Cinotto, dell’Università di Torino. La prof.ssa Carnevale ha presentato delle analisi sulla secolare “questione della lingua”, allargando le considerazioni alla situazione linguistica degli immigrati Italiani negli Stati Uniti negli anni post-unitari.
Il prof. Cinotto, invece, ha focalizzato il suo intervento sulla presenza italiana in California, molto forte anche 150 anni fa, analizzando come i nostri connazionali recepivano le notizie provenienti dalla madre patria, e quali fossero le relazioni fra gli emigrati e gli Italiani che, per la prima volta, si potevano chiamare con questo nome. Il prof. Arnold Schmidt (California State University, Stanislaus), primo relatore del pomeriggio, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo che Byron e la sua opera hanno avuto nella cultura risorgimentale italiana.
Legato all’importanza della musica e, in particolar modo, all’importanza delle comunità ebraiche e della loro arte, è stato l’intervento del prof. Spagnolo, docente presso UC Santa Cruz. Il compito di chiudere gli interventi è spettato al prof. Fulvio Orsitto, docente presso la California State University di Chico, il quale ha voluto presentare una lettura critica del film di Florestano Vancini Bronte, confrontandolo con le altre pellicole italiane che si erano precedentemente occupate dei temi risorgimentali (come, ad esempio, Il Gattopardo di Visconti).
Proprio la proiezione del film di Vancini ha poi chiuso la giornata, preceduta dai numerosi interventi e dalle richieste di approfondimento provenienti dal pubblico.
Erica Chemel
Istituto Italiano di Cultura