Enzo Mari e Martino Gamper: i due protagonisti italiani della mostra TechnoCraft
In occasione della mostra TechnoCraft, in esposizione dal 10 luglio al 3 ottobre presso lo Yerba Buena Center for the Arts (YBCA) di San Francisco, gli italiani si fanno lustro delle proprie opere e capacità. TechnoCraft si mette alla ricerca di come il limite tra il designer e il consumatore sia ormai scomparso.
Curata dall’acclamato designer, Yves Béhar, la mostra ripercorre la moda odierna verso il “design platform”, invitando le persone a partecipare al processo creativo. La selezione dei lavori fa luce allo spettro delle intenzionalità collaborative (come le piattafor- me dove le persone possono personalizzare le loro produzioni) e alle “outsider hacks”, dove i lavori “finiti” sono adattati e modificati dall’utilizzatore. Béhar dedica particolare attenzione ad Enzo Mari e Martino Gamper, nomi che offrono senso di continuità e dinamicità al “Made in Italy”.
Mari si fa portavoce, negli anni Cinquanta, dell’arte programmata e cinetica. Parallelamente e conseguentemente all’attività artistica si dedica a quella grafica, al disegno di prodotti, allestimenti e mostre. Definito “coscienza criti- ca” del design, sfugge ad ogni definizione, l’autore di pezzi che hanno fatto la storia del design, non solo italiano, ha vinto per tre volte il premio Compasso d’Oro.
L’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco ha ospitato dal 13 marzo al 30 aprile 2009 una mostra itinerante di Enzo Mari. I pezzi esposti costituivano un significativo campionario in grado di illustrare al meglio lo stile dell’artista milanese, costantemente volto alla ricerca dell’essenziale, della forma nuda e unica, spesso sorprendente proprio perché “necessaria”.
Presente all’inaugurazione lo stesso Enzo Mari, data che ha celebrato il primo incontro tra il designer e Yves Béhar. Dall’altra parte “Martino Gamper makes funny shaped furniture”, dice di se il designer che ha da poco portato a termine una delle sue più lungimiranti sfide “100 Sedie in 100 Giorni”. Dal 2005 l’artista di Merano, specializzato nel recupero di materiali inutilizzati, ha raccolto 100 sedie gettate via, smontandole e rimontandole, immaginando nuove combinazioni.
Presso lo YBCA, sono da notare opere facenti parte della collezione “Autoprogettazione” di Enzo Mari e le 102 sedie di Martino Gamper, due delle quali disegnate ad hoc per San Francisco. Un’esposizione unica, l’espressione di un’Italia di talento.
Cecilia Bevilacqua