Maurizio
Seracini premiato dall'università della California San Diego
Sono
orgoglioso e fiero come fratello ed emigrante di lungo corso negli Stati
Uniti del riconoscimento alla carriera che l'Università della
California San Diego ha concesso il 2 giugno scorso con una cerimonia
semplice e significativa al prof. ing. Maurizio Seracini.
Il
suo percorso formativo iniziò proprio in quella Università,
dove conseguì brillantemente la laurea in Ingegneria biomedica
(una specializzazione allora pioneristica anche in USA e sconosciuta
in Italia) nel 1973 che proseguì alla facoltà di Ingegneria
dell'Università di Padova.
Alla
fine degli anni settanta incontrò... Leonardo da Vinci e la Battaglia
di Anghiari, e da allora il paziente da diagnosticare non fu più
il corpo umano, ma l'opera d'arte!
Ebbe
l'idea di applicare le strumentazioni e le tecniche di ricerca che aveva
conosciuto ed imparato ad usare a UCSD, adattandole ai dipinti, agli
affreschi, alle strutture architettoniche rinascimentali per trovare
letture scientifiche dei problemi, della loro conservazione e successivamente
anche per arrivare a stabilire la loro autenticità. Campi questi
che erano allora riserva esclusiva dei restauratori e degli storici
dell'arte.
Cominciò
ad offrire i propri servizi alle soprintendenze inizialmente addirittura
gratis per dimostrare la validità e sopratutto la necessità
di un salto di qualità scientifica nella tutela delle opere d'arte.
Il
primo vero successo professionale che lo fece conoscere al grande pubblico
fu la mostra del restauro della Primavera del Botticelli nei primi anni
ottanta, dove per la prima volta furono esposti nella Sala dei Gigli
del Palazzo Vecchio di Firenze, accanto alla magnifica opera restaurata,
i risultati scientifici sullo stato di conservazione del dipinto prima
e dopo il restauro.
Da
allora in trentanni di attività sono state diagnosticate dall'Editech
(www.editech.com), la sua società che fondò nel 1978,
quasi duemila opere d'arte appartenenti ai più importanti musei
e collezioni private del mondo.
Recentemente
è riuscito a riportare l'attenzione del mondo della storia dell'arte
sulla ricerca dell'"affresco perduto" di Leonardo, la famosa
scena della Battaglia di Anghiari che, come gli storici hanno tramandato,
iniziò a dipingere nel salone dei 500 di Palazzo Vecchio, allora
in fase di costruzione, che il Vasari terminò con i suoi affreschi.
È
stata finalmente formata una Commissione ad hoc da parte del ministero
dei Beni Culturali, di cui sarà il direttore scientifico, che
potrà arrivare a dare delle risposte definitive su questo appassionante
mistero della storia dell'arte.
Tutto
il suo percorso educativo e professionale è stato ricordato nella
presentazione del premio che l'Università della California gli
ha riconosciuto insieme ad una offerta di collaborazione per continuare
a sviluppare e migliorare le tecniche di ricerca e le strumentazioni
per la diagnostica artistica, architettonica ed archeologica.
Ho
voluto raccontare Maurizio Seracini, mio fratello, non per fare pubblicità
ai suoi successi che sono stati celebrati e raccontati dai media in
tutto il mondo (significativa la pagina intera del Time Magazine del
12 febbraio scorso), ma per indicare che gli Stati Uniti sanno riconoscere,
valorizzare, premiare ed ammirare chi ha successo!
È
un esempio che dovrebbe far riflettere l'opinione pubblica nazionale
e la sua classe dirigente ed indicare la strada dei valori, dell'intelligenza
e della meritocrazia, che sembrano smarriti nell'Italia di oggi, come
l'unica soluzione per risollevare il Paese.
Massimo
Seracini