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Writers all'attacco

Bandane, jeans larghi, canottiere stile Nba. Cappelli calzati in testa: entrano all’interno delle stazioni ferroviarie e imbrattano i vetri dei treni in sosta. Colori sgargianti, disegni, graffiti: con un bomboletta da pochi soldi si possono causare danni per migliaia di euro.

Non solo, i numeri, purtroppo, non mentono: chi ci rimette, alla fine, è sempre la collettività, il cittadino onesto che paga le tasse e vorrebbe essere dotato di comfort statali minimi. Come salire su un treno, sedersi su sedili comodi e puliti, partire e arrivare in orario perché la vita – nonostante la medicina migliore sarebbe quella di viverla senza stress – è pure contraddistinta da appuntamenti e lancette di orologi. Invece, come hanno recentemente stabilito le Ferrovie dello Stato, nel recente periodo luglio-agosto sono stati oltre mille i minuti di ritardo accumulati a causa di una ventina di accertati danneggiamenti che hanno – come triste appendice – interessato diciotto convogli, rovinando il viaggio ad un totale di cinquemila passeggeri.

Writers o, se volete, mutuando l’accezione romanesca, “graffitari”, all’attacco. Le Ferrovie – ma pure la Polizia – hanno stilato una specifica classifica delle stazioni in cui questi ragazzi imperversano, dal tramonto fino a notte fonda, imbrattando, colorando, attentando ai mezzi della collettività: al primo posto c’è Nettuno, seguita poi da due tra i più importanti snodi ferroviari della Capitale, Roma Tiburtina e Roma Ostiense.

C’è di più: il fenomeno – visto le conseguenze a carico delle persone normali e i costi che genera – si sta progressivamente dilatando. Non più semplici bravate contro i convogli placidamente in sosta, in attesa di riaccendere i motori il mattino successivo. Ormai – anche a Roma, come già accaduto in Lombardia – è una autentica guerra tra bande per il controllo del territorio (ecco perché le scritte hanno marchi e colori differenti).

Ferrovie dello Stato e Polizia sono ormai sicuri: i diversi gruppi di writers sono espressione di sottoculture provenienti da altre nazioni, sudamericani, tanto per cominciare. E poi africani. Il sindaco Alemanno ha, prima dell’estate, annunciato un giro di vite contro i writers che, però, numeri alla mano, mica si scoraggiano. Ora, grazie al nuovo decreto sicurezza, rischierebbero pure la reclusione da uno a sei mesi e una multa fino a mille euro. C’è, in loro, però il gusto di provocare, attentando alla collettività.

I danni? Ingenti: basti dire che, solo nel 2008, sono stati spesi un milione e duecentomila euro per eliminare i graffiti dalle fiancate dei treni. Ecco perché le Ferrovie – a fronte dello stanziamento di una consistente somma – meditano adesso di chiudere con appositi cancelli i parchi di stazionamento e delle stazioni di Roma e del Lazio. Purtroppo crescono pure gli atti di vandalismo all’interno dei convogli: sedili squarciati, bagni resi inagibili, manomissione delle porte. Viaggiare decentemente, per colpa degli stupidi, è sempre più difficile.

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