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Uno stipendio a vita

Prime vincite, a Pordenone e in Valle d’Aosta. È arrivato il gioco che fa vincere quattromila euro al mese per vent’anni. Importo fisso, non soggetto ad indicizzazione, esentasse, in caso di morte pure trasmissibile agli eredi: ecco facilmente spiegato il motivo per il quale il nuovo gioco della Sisal – non a caso chiamato “Win for life”, studiato in collaborazione con i Monopoli di Stato, sta furoreggiando.

Nove estrazioni al giorno, dalle ore 12 alle 20. Prese d’assalto – dall’ora di pranzo in poi – le ricevitorie: giocano dipendenti pubblici, pensionati, autisti, operai. Anche professionisti perché – con i tempi che corrono – una rendita per vent’anni di quattromila euro al mese (alla fine saranno, fatte le ovvie moltiplicazioni, novecentosessantami- la euro) farebbe felice chiunque. Non si diventa, insomma, Paperon de Paperoni da subito, intascando quasi un milione di euro.

Ci si arricchisce mese dopo mese, in modo ineluttabile: chi vince ed è lavorativamente vicino alla pensione puo’ ragionevolmente pensare di accorciare i tempi, autografando una lettera di dimissioni. Chi è già ricco – o è economicamente tranquillo – ha un discreto salvavita: puo’ pensare di aumentare il flusso-spese della carta di credito, regalandosi, ad esempio, una vacanza al mese.

Chi non possiede un appartamento puo’ credere – introitando ogni mese la cifra – di non avere più problemi con il pagamento dell’affitto, mettendosi qualcosa anche da parte, evento ormai raro vista l’esiguità degli stipendi in rapporto al caro-vita in abnorme crescita.

Non sarà come vincere centoquarantotto milioni di euro in un sol botto, come recentemente accaduto con il Superenalotto, un misterioso vincitore toscano in ebollizione, vita radicalmente cambiata per chissà quante generazioni a seguire. Le procedure per giocare, ritagliandosi una speranza? Semplice il modo, minori le certezze di sbancare. In una qualsiasi ricevitoria si potranno giocare, su una schedina specifica, dieci numeri su venti.

Il sistema elettronico, poi, assegnerà al giocatore anche un “numerone”, una sorta di superjolly. Giocando un euro – e indovinando i dieci numeri oltre al numerone – si vincerà la rendita. Probabilità? Una su tre milioni e mezzo. Vincere al Superenalotto, però, è statisticamente (duecento volte) più difficile. Stessa cosa per centrare i numeri del Lotto, quelli magari svelati in sogno e riversati su una cartella.

L’importo erariale (23 per cento di ogni euro giocato) sarà stanziato per la raccolta dei fondi destinati a ricostruire l’Abruzzo, falcidiato dal recente terremoto: c’è dunque pure un fine sociale legato al varo dell’iniziativa.

Restano alcune considerazioni psicologiche: il boom certificato del nuovo gioco testimonia la ricerca italiana del grande sogno. Uno stipendio per la vita, una bella somma accreditata in banca per vent’anni. Vi strizzano l’occhio i precari – in attesa di un contratto finalmente sicuro – i pensionati, a cui i soldi mai bastano. Insomma, “Win for life” si attaglia perfettamente all’attuale clima italiano.

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