Una cantina a Villa Taverna
Qualche mese fa l’inaugurazione del forno per pizze fumanti: appena insediato a Roma, nella splendida cornice di Villa Taverna, il giardino fiorito di Villa Borghese ad un sospiro, l’ambasciatore Ronald Spogli fece costruire una casetta in mattoni, capace di sprigionare – complice una temperatura al suo interno di oltre quattrocento gradi – quindici, diversi tipi di pizze.
Inaugurò – Spogli – un modo nuovo di comunicare, di affrontare diversi temi e problematiche: interlocutori riuniti attorno ad un piatto e, soprattutto, ad un trancio di pizza. Da allora – e di mesi ne sono passati – quel forno ha preparato centinaia di pizze, allietando inviti, feste, ricevimenti, incontri di lavoro. Ora il bis: non a livello di pizze, non un festival di farina, ingredienti e condimenti vari.
Ronald Spogli, nel corso di una breve cerimonia, ha dato il primo colpo di piccone alla nuova taverna del vino. Lavori iniziati così idealmente: chissà allora che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Obama o Mc Cain che sia, nella prima visita ufficiale capitolina non possa gustare – oltre alla pizza – anche i migliori vini italiani e americani, serviti a freddo o a temperatura ambiente.
La cantina, che avrà anche una sala “degustazione”, sarà il luogo in cui gli ospiti di Villa Taverna, la residenza del plenipotenziario Usa a Roma, si potranno riunire, incontrare. Esaminando problemi, intavolando affari o negoziati. Una sorta di pressione psicologica: pizza e vini piacciono a tutti e mangiando e bevendo l’entità dei problemi pare davvero diminuire. George Bush aveva già assaggiato – nel corso della sua ultima apparizione a Roma – fragranti e colorati tranci di pizza.
D’ora in poi anche il nuovo inquilino della Casa Bianca potrà allietare la sua giornata romana sorseggiando una delle cinquemila bottiglie di vino che Ronald Spogli medita di installarvi. A Villa Taverna hanno soggiornato tutti: da Ted Kennedy – con la moglie Jacqueline, in onore della quale venne costruita una piscina confortevole – a Bill e Hillary Clinton. Ovviamente George e Laura Bush.
Nonché il Segretario di Stato, Condoleezza Rice. Senza tralasciare altri americani doc, come Kissinger, Powell, Gates. La piscina è rimasta. La sala-cinema è stata portata a quasi ottanta posti: Villa Taverna, insomma, è una sorta di cittadella funzionale. Ora ecco la “wine-cellar”, una cantina vinicola all’avanguardia, interrata – dunque con un impatto visivo minimo – con un piccolo ingresso sotterraneo. Sarà la prima volta che una ambasciata americana conterrà al proprio interno una cantina.
Spogli ha elogiato l’iniziativa: un progetto che celebra l’amicizia e la perenne collaborazione tra Italia e Usa, unendo lo sforzo dei produttori di vino italiani e americani. Dopo il forno per la pizza ecco la cantina zeppa di vini selezionati e controllati: Ronald Spogli prosegue nella sua filosofia. Familiarizzare a tavola, smussando gli angoli dei problemi, d’ora in poi a Villa Taverna si potrà.