Treni, estate di disagi
L’estate è stata rovente. In tutti i sensi, climatici e non solo: la velocità, tanto sbandierata negli spot pubblicitari, una dolcissima utopia. In Italia i treni sembrano essere diventati il mezzo più idoneo per tramutare ogni spostamento in una piccola (o grande) odissea. Fioccano i reclami, le richieste di rimborso economico da parte di (esausti) passeggeri.
Estate mica da vantarsi sui binari: al Sud i trasporti pagano i ritardi nelle opere di ammodernamento. Zavorra antica, che appesantisce ogni risorsa: figuriamoci vagoni e locomotive. Su alcuni convogli ritrovati, negli scorsi mesi, compagni ingombranti: le zecche. Le pulizie interne latitano, i bagni sono spesso inagibili: figuratevi che gioia, per anziani e donne incinte magari, trascorrere sui treni ore intere.
Molti convogli hanno registrato problemi alle condotte dell’aria condizionata: fuori, al Sud, termometro che, anche in questo scorcio di settembre, ha oltrepassato il trenta gradi. Insomma, un vero supplizio. E poi ritardi, arrabbiature, guasti. Sull’ultimo versante l’estate si è snodata in un corollario di brutte avventure.
L’Eurostar Lecce-Milano, ad esempio, ha accumulato oltre cinque ore di ritardo: roba che quasi conveniva mettersi al volante e risalire lo Stivale in automobile. In questo caso treno in avaria già a Bari. La protesta è scoppiata a Termoli, in Molise, per via della mancanza (causa guasto) dell’aria condizionata. Problemi di respirazione, caldo opprimente: un delirio.
Passeggeri fatti salire a Pescara su un altro treno: inevitabile l’appendice giudiziaria. Estate di disagi costanti ma anche costellata da fatti drammatici: come la morte, avvenuta lo scorso agosto, di due operai, in un incidente sul lavoro, sulla tratta Catania-Palermo. Stavano utilizzando un martello pneumatico sui binari e il forte rumore aveva impedito loro di rendersi conto dell’arrivo di un treno.
Pochi giorni fa una svolta nelle indagini culminata con l’arresto del capo-squadra: non aveva avvertito i compagni del passaggio del convoglio. Disorganizzazione, guasti strutturali, problemi sulle tratte. Convogli vetusti, manutenzioni saltuarie. A luglio, all’interno della stazione centrale di Milano, un Eurostar (uno dei modelli che dovrebbero viaggiare senza problemi) si è spezzato in due.
Alcune organizzazioni sindacali hanno subito denunciato evidenti rischi per la sicurezza dei passeggeri. Coda giudiziaria, anche qui: Trenitalia ha licenziato il macchinista (e rappresentante sindacale) che aveva raccontato l’episodio. Storia tutt’altro che finita, come è ovvio: il fascicolo è ora nelle mani del giudice del lavoro a cui il macchinista ha chiesto l’annullamento del provvedimento e il reintegro.
Non è finita: pure il treno che trasportava in Germania i rifiuti della Campania è deragliato in Alto Adige, arrecando disagi all’intera linea ferroviaria, che trapassa il confine. Anche in Austria, sintetizzando, non ci hanno amato granché.