Touadi’, primo deputato di colore
Un segnale di apertura verso il futuro. Il primo parlamentare di colore a varcare il portone di Palazzo Montecitorio si chiama Jean Leonard Touadì, congolese, laureatosi all’Università La Sapienza di Roma in Filosofia. Giornalista, docente universitario, autore televisivo: nel 2006 l’ex-Sindaco di Roma, Walter Veltroni, lo nominò Assessore alle politiche Giovanili, Rapporti con le Università. Vice-Presidente, dal 2006 al 2007, del Forum Europeo sulla sicurezza urbana.
È sposato con la signora Cristina, 35enne romana, giornalista come lui: hanno due figli, Sophie Claire, tre anni, e Sandrine, 9 mesi. Nato a Brazzaville nel ’59: dopo vent’anni si è affacciato in Italia. Ora, eletto alla Camera nel Collegio 1 con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, eccolo deputato, col piccolo – ma significativo record – di essere il primo parlamentare di colore. L’esemplificazione più evidente di come si sia evoluta – negli ultimi trent’anni – la società italiana.
I suoi primi commenti dopo l’ufficializzazione della sua elezione? La constatazione di poter legiferare – possibilmente – sui temi della legalità e della sicurezza, avendo in mente un territorio complicato come quello di Roma. Una vera palestra, operando nella Capitale e nei suoi sobborghi, spesso oltraggiati. Per la Giunta Veltroni ha lavorato – raccontano i suoi colleghi – con grande coraggio. Imparando norme, leggi. Calandosi nella realtà del territorio. Abile nella diplomazia.
Un esempio? Qualche mese fa, dopo la rumorosa protesta degli abitanti dei quartieri Trastevere, Testaccio e Gianicolense contro gli ambulanti abusivi del tradizionale mercato di Porta Portese, Touadì si adoperò a lungo per mediare, contrapponendo gli interessi, arrivando finalmente ad una soluzione salomonica. Lui, il primo “colored” del Parlamento Italiano, occuperà i banchi dell’opposizione, leale amico di Walter Veltroni, per la cui sconfitta – davanti a Berlusconi – ha mostrato sincero dispiacere.
L’intento di Touadì è meritorio: dedicarsi ad una sempre maggiore integrazione razziale, proprio negli anni in cui l’Italia accoglie – annualmente – migliaia di rifugiati, esuli, extracomunitari in cerca di riscatto, riabilitazione. Striderà un po’, nel Parlamento che, per la prima volta, si riunirà il prossimo 29 aprile, intravedere il cospicuo numero di deputati e senatori della Lega, spesso sopra le righe per le proprie rivendicazione xenofobe, e la sagoma di Touadì, una mente libera per la nuova Italia.
Conferenziere, giornalista, autore, una conoscenza infinita dei temi della cooperazione, dell’integrazione e dei diritti. In fondo, ragionando con semplicità, rispetto al passato, quando a Montecitorio, sia pure legittimamente eletti, entravano porno-star, cantanti, transessuali, capipopolo dei movimenti no-global, un piccolo passo in avanti è stato fatto.