Serie
A, sarà caccia all'Inter
Il
ritorno della Juventus, l’ascesa di Napoli e Genoa: recupera prestigio
e credibilità la nuova serie A dopo le sentenze di Calciopoli,
retaggio di una estate fa. Lievitano gli indotti televisivi, non lo
spessore tecnico del campionato. Latitano grandi giocatori, soprattutto
stranieri, che preferiscono i club di Inghilterra e Spagna per crescere
e guadagnare. Storia di una forte pressione fiscale che strangola le
società italiane, privandole del necessario sprint in sede negoziale.
Sarà
caccia all’Inter, inevitabile che sia così, dopo due scudetti
di fila messi assieme. Campioni d’Italia ancora di più
rafforzati con gli arrivi, frutto di una opulenta campagna estiva –
come da tradizione del nababbo Moratti – del centrale difensivo
Chivu e dell’attaccante honduregno Suazo. Una squadra senza punti
deboli, ricca di alternative, costruita, in Italia, per respingere gli
assalti delle rivali, in Europa per dare scacco matto ai detentori rossoneri
della Champions League.
Un
torneo non più spezzato come quello dello scorso anno, senza
la Juve, privata ancora di piazze storiche come Napoli e Genoa, con
Milan, Fiorentina e Lazio, non bacini qualunque che – ricorderete
– cominciarono la stagione flagellate da penalizzazioni robuste.
Una
classifica finalmente veritiera, sin dalla prima giornata. Un torneo
compresso, da agosto a maggio, nella speranza che la Nazionale Mondiale
di Donadoni timbri l’accesso agli Europei del prossimo anno, che,
almeno dal punto di vista logistico (si svolgeranno in Svizzera ed Austria)
dovrebbero eventualmente garantire agli azzurri il sostegno di tanti
emigranti.
Inter
davanti a tutte, logicamente, in virtù del passato, dello scudetto
sul petto, di un ventaglio di soluzioni tecniche e tattiche che Mancini
ha sempre saputo capitalizzare. Il Milan ha lasciato quasi invariata
la propria rosa, puntando sui gol di Ronaldo, arrivato in rossonero
solo lo scorso gennaio. In inverno, quasi alla fine del girone di andata,
il Milan abbraccerà il brasiliano Pato, uno dei talenti emergenti
del Sudamerica, acquistato – a meno di diciotto anni – per
ventidue milioni di euro.
Negli
auspici rossoneri Pato, unitamente ad un gruppo che gioca quasi a memoria
in ossequio ad una comune militanza, dovrebbe assicurare lo sprint giusto
sui terreni leggeri, in primavera, quando gli obiettivi (scudetto e
bis in Champions Leegue) si manifesteranno.
Dietro,
in posizione di agguato, in una ipotetica griglia di preferenze, ecco
la Roma che ha incrementato classe e fantasia, pur perdendo il centrale
rumeno Chivu. Poi la Juventus, che ha operato sul mercato senza svenarsi,
programmando la crescita tecnica del club. Squadra quasi rifatta, allenatore
nuovo: la Juve, per una semplice carenza di amalgama, pagherà
dazio all’inizio davanti a club maggiormente rodati.
La
giovane Fiorentina di Prandelli chiude l’elenco delle protagoniste:
pur senza Toni i viola promettono buon calcio, belle individualità
e la scommessa Vieri pronta a rifiorire.