Subscribe  l History          Staff          About us          Contact us          Advertising         Links  

Visita l'Archivio 

Senza lavoro

Un giorno, speriamo non tanto lontano, i conti pubblici si aggiusteranno e la pressione fiscale (giunta adesso all'apice del 45%) si abbasserà. Il Governo Monti è stato chiamato dall’ignavia della politica a svolgere il classico “lavoro sporco” per salvare l’intero Paese, ormai sull’orlo del precipizio. Non sarebbero più bastate le promesse e gli ampi sorrisi: occorreva onorare i debiti con le banche e gli organismi internazionali.

Ecco perché le critiche a Monti ed ai suoi compagni di avventura sembrano oggettivamente esagerate: senza interventi, duri ma eccezionali, migliaia di italiani non avrebbero più ricevuto il loro stipendio, mandando a picco, in poche settimane, l’intero sistema. Un pò quello che è accaduto in Grecia, con bollette, rate di mutui e prestiti non onorate più da mesi.

Una volta gestita l’emergenza ed accompagnata l’Italia verso il pareggio dei conti, occorrerà però pensare ai giovani ed al lavoro che manca. Perché, questa crisi così violenta e così ingiusta (anche se i suoi effetti sono stati colpevolmente sottostimati dal precedente Governo), lascerà in dote questa insopportabile zavorra: una occupazione stabile che è diventata miraggio e riserva di pochi, la fiducia verso il prossimo che, per colpa degli eventi, scema, incrinando anche il presente. Gli ultimi riscontri non lasciano adito a resurrezioni improvvise: un’alta percentuale di giovani italiani tra i 15 ed i 29 anni non studia, tantomeno lavora, consegnando così l’Italia ad un malinconico primato, se gli stessi dati fossero rapportati a quelli di alcuni degli altri paesi europei.

Quello occupazionale è ormai un mondo al contrario: in quattro anni il numero di coloro che lavorano è diminuito di quasi un milione di risorse. Il futuro della ripresa resta incertissimo: gli effetti delle manovre economiche potranno dare i loro frutti in un arco di tre anni. Fino ad allora, che fare? Come aprire il paracadute, impedendo la crisi senza fine, ineluttabile? Mentre i mestieri manuali non conoscono la recessione, il mercato complessivo è sempre più incapace a garantire sbocchi professionali ben retribuiti.

Il “lavoro nero” resta una piaga tutta italiana: pur di non restare a casa, si accettano, soprattutto al Sud, occupazioni per poche centinaia di euro, senza garanzie né tutele. Ciò che poi psicologicamente zavorra gli italiani sembra il pensiero del futuro. L’82% è proprietario della loro abitazione (una virtù positiva, tutta nostrana) ma l’esposizione verso debiti e prestiti è cresciuta, per via degli effetti della crisi che si sono riflettuti in vari settori. Gli italiani hanno visto intaccare il loro patrimonio economico, retaggio dei risparmi di nonni e genitori.

È decresciuta l’autostima complessiva, la capacità, comunque, di farcela. Incidono nella malinconia il pensiero per figli o nipoti, abbandonati dal mercato produttivo. Incapaci, da soli, ad emergere ed a trovare stabilità. Maledetto lavoro che non c’è. O che è in crisi e licenzia. Possibile che nessuno riesca a donare un sorriso alle giovani generazioni?

 

English Sections

history A Bit of History
T. Ghezzo
scene Italian American Scene
C. Curci
tavola La Buona Tavola
Editorial Staff
wine Taste of Wine
F. Mangio
book The Book Review
K. Scambray
connection The Italian Connection
M. Gloria
words Words and Thoughts
A. Sbrizzi
 

Rubriche Italiane

Dalla Sicilia, un'isola a tre punte T. Di Fresco
"Qui Roma, a voi USA"
G. Bicocchi
Speciale Sport
Redazione
 
Dal libro...
In Compagnia Siciliana
A. Brunetti


L'Italo Americano is a member of FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all'Estero) - COGITO (Consorzio Giornali Italiani Transoceanici) - Stampa Scalabriniana

PO Box 1287, Monrovia, California 91016 - Tel:(626) 359-7715 Fax: (626) 359-5286

© Copyright 2003 L'Italo-Americano - All Rights Reserved

Powered by AB