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Rosy, l'anti-cavaliere

Eccola all’orizzonte, la potenziale nemesi per il Presidente del Consiglio. Prima Vendola, il numero uno della Regione Puglia, poi Romano Prodi. Per finire a Casini, Buttiglione, D’Alema: la candidatura di Rosy Bondi allo scranno più alto di Montecitorio, Premier designato delle forze di opposizione che vorrebbero scalzare Silvio Berlusconi da Premier, ha preso quota, si è alimentata, suscitando consensi, prima timidi poi sempre piu’ manifesti.

Lei, l’attuale Presidente del Partito Democratico, nonché Vice Presidente in carica della Camera, senese di Sinalunga, ex-democristiana, classe ’51, donna sobria e semplice nei modi e nell’aspetto, sarebbe la risposta condivisa delle opposizioni agli sfarzi ed ai lussi che tanto intrigano l’attuale Premier. Si, una sorta di nemesi storica, l’anti-candidata per eccellenza per Berlusconi che, in qualche caso, ha spedito (da eletta) a Montecitorio ragazze/donne accattivanti d’aspetto, aggressive nella loro bellezza.

Esemplificativo, a questo proposito, una scambio - con battute al cianuro - avvenuto proprio tra Berlusconi e Rosy Bindi, in uno dei numerosi talk-show politici che animano le tv pubbliche e private d’Italia. Berlusconi aveva raccon- tato una barzelletta blasfema ponendovi al centro proprio la Bindi (“una dama brutta”, così l’aveva affrescata), suscitando le ire della dirimpettaia, pronta a replicargli con un “Presidente, io non sono una donna a sua disposizione”. Una risposta tagliente a chi era abituato a lodare la bellezza estetica, la provocazione di talune donne, il loro aspetto sexy. Ingredienti che, in altri frangenti e per altre vicende, stanno dominando le cronache italiane, il Presidente del Consiglio in carica imputato in un processo per sfruttamento della prostituzione minorile.

Furono fatte pure le magliette con incisa quella risposta tagliente, Berlusconi messo al muro dalla reazione di Donna Rosy. Eccola, allora, l’idea della sinistra e di tutte le altre forze che si oppongono al centro-destra, che sognano un’Italia liberata dai pericolosi vizi e dalle cadute di stile dell’attuale, primo inquilino di Montecitorio. “Rosy Bindi for President”, raccogliendo le istanze di chi vorrebbe un Paese finalmente normale, con un Premier assolutamente normale, sobrio, equilibrato. Mai più “Bunga-bunga”, feste, festini, escort che entrano nei Palazzi del potere per uscirsene il mattino seguente con il conto in banca sempre piu’ florido.

Rosy Bindi incarna – per molti – la migliore risposta al Cavaliere: va regolarmente a messa, si lava i capelli da sola, non ha fatto ricorso al chirurgo estetico per rifarsi labbra e seni, veste in modo semplice, non le piacciono le feste, in montagna indossa gli scarponi da montagna. Quando torna a Sinalunga cucina da sola e passeggia senza scorta. Incarnerebbe il ricorso alla normalità, alla vita di tutti i giorni, facendo evaporare inchieste giudiziarie e oggettive, brutte figure. Chissà che proprio le escort del Cavaliere non diventino per lei, puritana e cattolica, un formidabile trampolino di lancio.

 

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