I parassiti
Braccati: ormai i blitz della Guardia di Finanza non si contano più. Equità, ha sbandierato il Premier Monti poche ore dopo essersi insediato a Palazzo Chigi. Ed equità significa soprattutto pagare le tasse, presentarsi al Fisco, dichiarando quanto realmente si percepisce. Invece questo è un Paese bellissimo, carico di storia, struggente dal lato paesaggistico ma zeppo di truffatori.
Ne sono stati scoperti quasi ventimila – stando ai dati ufficializzati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza – lo scorso anno. Evasori talvolta anche “totali”, ovvero completamente sconosciuti al Fisco. Gente che non allacciava la corrente, che non stipulava contratti per avere il telefono in casa, che escogitava un mucchio di idee ardimentose pur di vivere nell’ombra. O meglio, da parassiti.
Il blitz prima di Capodanno a Cortina d’Ampezzo, la città-regina della Dolomiti. E poi i controlli nel cuore luccicante di Milano: le strade della moda, il quartiere Breda. “Prego, favorisca i documenti”, chiedeva il sottotenente della Finanza a chi era al volante di berline a due porta oppure di SUV. Bastava poi digitare il nome sul computer, accedere all’ultima dichiarazione dei redditi, fare due conti, aprire una indagine e il quadro era fatto.
Ci sono milioni di persone oneste, che lavorano e si sacrificano pagando fino all’ultimo euro di tasse. Che significa anche versare i ticket per i medicinali, ottemperare ai costi delle mense scolastiche per i figli. Recarsi alla posta e pagare i soldi per il bollo della macchina o della moto. E poi ci sono migliaia di lestofanti che, dichiaratamente, optano per vivere sulle spalle degli altri. Gli esempi di inqualificabili parassiti abbondano. Il panorama delle truffe architettate con ingegno non conosce confini.
C’era chi, predisponendo documentazioni fallaci, aveva chiesto (e purtroppo ottenuto) finanziamenti europei per lavori mai iniziati. C’era chi lavorava di mattina per lo Stato e poi, di pomeriggio, in nero, per altre aziende. C’era chi riscuoteva la pensione al posto del padre o della madre defunta da un pezzo. C’era chi dichiarava al Fisco cifre irrisorie garantendosi così la mensa quasi gratis per i figli più piccoli, il sussidio delle case popolari. Magari pure una borsa di studio, riduzioni sulle tasse scolastiche e via dicendo.
È come se alla Finanza fosse bastato grattare leggermente per scoprire, dietro ad un foglio di carta, un mondo sommerso. Fatto di bugie, truffe, raggiri, frodi. Che hanno tolto soldi liquidi al bilancio della Stato, indirettamente generando il “buco” che Mario Monti e il suo Governo, in queste settimane, stanno disperatamente cercando di colmare. C’è stato persino chi è stato in grado di ottenere un finanziamento ad un parente che era morto anni prima, ovviamente intascando i fondi. Quasi cinquemila i “finti poveri” scoperti: quelli che, d’estate, passavano le ferie a bordo di lussuosi yacht salvo poi riciclarsi pezzenti davanti al Fisco. Ora, davvero, con milioni di euro di sanzioni da pagare, la loro pacchia è finita.