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Il terrore dei fannulloni

Renato Brunetta, 58 anni, veneziano, è il nuovo Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione del Governo Berlusconi. Assieme a Tremonti è forse il titolare di dicastero più famoso dell’Esecutivo. Sicuramente il più preso di mira (per via dell’altezza esigua qualche buontempone lo ha etichettato, senza eccessiva fantasia, “mini-ministro”), rigorosamente il più atteso in virtù della guerra dichiarata ai fannulloni che lavorano nella Pubblica Amministrazione.

Lui ha il suo ufficio in Palazzo Vidoni, nel centro storico di Roma: qui un tempo veniva ricevuta, tra mille sfarzi, la nobiltà capitolina. Venezia, la sua città: a piazza San Marco Renato Brunetta, in un impeto di apprezzabile semplicità, ha raccontato che da piccolo accompagnava il padre a vendere gondole di plastica. Insomma la genesi familiare è quella: povertà ma pure orgoglio.

Voglia di non mollare e di prendere, se possibile di petto, la vita. Il suo gruppo familiare viveva in nove in un appartamento di novanta metri quadrati. Ovviamente in affitto. Sarà allora per un segno di rivalsa che, da allora, il futuro Ministro della Pubblica Amministrazione ha vissuto cercando di rendere sempre più belle e magnificamente arredate le sue due case, a Venezia e a Todi, sulle dolci colline umbre. Maestro abilitato, all’inizio, ma per poco.

Quel ragazzino aveva una mente diversa da coloro che, in futuro, avrebbero dovuto semplicemente insegnare. Cominciò ad affezionarsi all’idea di affrancarsi da un destino già scritto: studiava di notte il greco e alla maturità fu il primo della sua classe. Ha dichiarato – nelle prime interviste da Ministro – di aver sempre votato per i socialisti.

Infine il legame con Berlusconi: dopo la caduta del suo primo Governo, affascinato dallo stile oratorio di Brunetta, chiese all’attuale Ministro approfondimenti su nozioni di economia. Oggi Renato Brunetta è professore ordinario di Economia del Lavoro all’Università di Tor Vergata.

È lui, ad inizio mandato, ad aver dichiarato guerra aperta a coloro che, all’interno degli uffici della Pubblica Amministrazione, oziano più del dovuto. Insomma lotta dura contro i fannulloni, se non altro per premiare chi lavora e si impegna davvero, riscuotendo – come stipendio – i soldi statali. È lui, in questi giorni, che sta lavorando – sull’argomento – ad un grande patto con i dirigenti e i sindacati della Pubblica Amministrazione.

Questione di merito e di valorizzazione delle risorse che valgono. Nel luccicante ricevimento indetto da Napolitano per la ricorrenza del 2 giugno si è presentato al Quirinale con la fidanzata Titti, una ragazza bionda molto più giovane di lui, soprattutto più alta di lui di venti centimetri abbondanti. Lei fa l’arredatrice d’interni, condividendo col Ministro la passione per le case.

Una ossessione – quella per il mattone – che perseguitava Brunetta sin da piccolo, quando a Venezia conviveva quasi in un dormitorio.

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