Rivuoi la macchina? paga
Il racket delle vetture rubate si arricchisce di una appendice. La procedura (malandrina) si materializza soprattutto in Campania. Succede che in questa regione, soprattutto nei paesi dell’hinterland di Napoli, si rubino decine di auto al giorno. Utilitarie, macchine di media cilindrata, berline lussuose: la camorra – l’organizzazione criminale che gestisce le operazioni – opera indisturbata.
Qualche auto viene riciclata, spedita sui mercati dell’Est o del Centrafrica, rivenduta a tariffe maggiorate. Per altre autovetture scatta un’altra prassi. Si rintraccia il legittimo proprietario, si fissa un prezzo per il riscatto. Le cifre? Millecinquecento euro per riavere una utilitaria, il doppio per un’auto di media cilindrata.
Si arriva fino a cinquemila euro per riabbracciare un fuoristrada o una macchina di lusso, magari pagata a rate dopo bei sacrifici. Un processo – conclusosi nelle scorse settimane a Napoli, con correlate condanne fino a dieci anni per gli imputati – ha aperto gli occhi delle Forze dell’Ordine e della DIA. Gli utili illeciti, cash, rigorosamente esentasse, fruttano alla camorra circa nove milioni di euro all’anno. Come si arriva al montepremi? Sono stati fatti due conti: ventiquattro mila euro al giorno fanno settecentoventimila euro al mese. Moltiplicato dodici, ecco come si arriva a poco meno di nove milioni di euro ogni anno.
Tutto liscio come l’olio, pochissimi rischi, nessuna spesa, soldi che figurano come puliti. La prassi ha malinconicamente fatto breccia pure tra i campani. Semplificando: prima di denunciare alla Polizia il furto della propria auto, molti preferiscono traccheggiare, aspettando il contatto con l’organizzazione malavitosa. Fissato il prezzo per il riscatto si va in banca a prelevare i contanti, presentandosi all’appuntamento.
Il flusso è continuo: intercettazioni telefoniche – a sostegno dell’inchiesta che ha portato in carcere un pòdi delinquenti dediti a questo tipo di attività – hanno svelato che riconsegne di automobili sono state portate a termine anche nel pomeriggio di Capodanno. Neppure le festività fermano la bramosia della camorra. Le zone in cui – più di altre – le auto vengono riconsegnate? Diverse: Capodichino, Secondigliano, Scampia, Ponticelli, Arzano.
Anche i legittimi proprietari, spesso per paura, per ritorsioni ai membri della propria famiglia o delle proprie cose, coprono i misfatti. Capita, infatti, che – dopo aver denunciato il furto dell’autovettura al Commissariato di zona – il proprietario comunichi alle Forze dell’Ordine di aver miracolosamente ritrovato (da solo) il mezzo.
Quando succede questo, significa che l’estorsione è avvenuta, si è conclamata, tanto che in Questura, a Napoli, simili ritrovamenti sono etichettati come “casuali” e il virgolettato significa che qualcosa di strano è accaduto. Una nuova fonte di guadagno per la camorra: rubano le auto e chiedono il riscatto per farle riavere ai proprietari. Profitti cash che alimentano altri traffici e altro malaffare.