RESSA DIETRO AL MILAN
Pronosticare chi vincerà il prossimo scudetto: è da sempre uno dei passatempi preferiti sotto l'ombrellone. Magari il quesito può risultare banale, persino puerile ma aiuta, in fondo, a distrarsi. Se, in questo momento, agli italiani, bersagliati da nuove tasse, nuove preoccupazioni per il futuro dei figli e per il lavoro che latita, senza più risparmi e con gli stipendi che non crescono togliessero pure l'amato pallone la depressione assumerebbe contorni devastanti.
Milan davanti, se non altro perché a maggio si è cucito sul petto l'ultimo scudetto.
Campagna di rafforzamento, al momento, saggia: probabile però che prima del gong del calcio-mercato, fissato per l'ultimo giorno di agosto, il Diavolo allarghi oltremodo i cordoni della borsa, ingaggiando uno o due giocatori-crack. Un pò come fece lo scorso anno quando – nel giro di quarantott'ore – il tecnico Allegri si trovò di fronte le sagome di Ibrahimovic e Robinho, destinati poi a diventare due dei taumaturghi della cavalcata verso il tricolore. Il Milan piace per l'opulenza della rosa, per l'impermeabilità della difesa. Per un centrocampo che sa coniugare tecnica, fantasia e podismo. Per un attacco che abbina potenza, scaltrezza, velocità e mestiere. Dietro al Milan una sorta di ressa: sognano la vetrina cinque squadre.
C'è ovviamente l'Inter, che ha cambiato il quarto allenatore in un anno solare e la cosa non può certo essere sottaciuta. L'ingaggio di Gasperini determinerà un nuovo sistema di gioco (difesa a tre), con ovvie ripercussioni negli automatismi degli altri reparti. L'Inter sembra un gradino superiore alle altre rivali: è al mozzo del Milan ma a distanza non siderale.
L'auspicio di Gasperini (fare risultati provando a giocare bene) induce alla simpatia: se non altro perché dopo Mourinho, Benitez e Leonardo sull'affascinante panchina nerazzurra ci si è seduto un tecnico italiano.
Chiede largo il Centrosud: il Napoli, arrivato terzo lo scorso anno, la Lazio, quarta a pari merito con l'Udinese, la Roma che ha timbrato il sesto posto. Gli azzurri hanno radicalmente cambiato il centrocampo, inserendo le geometrie di Dzemaili e il fosforo di Inler. Squadre quadrata, pressing e improvvise folate le consuete risorse. In attacco conferma per il trio Hamsyk-Cavani-Lavezzi.
La Lazio ha scelto di potenziare l'attacco, tallone d'Achille dello scorso torneo, ingaggiando due bomber di assoluto valore come Klose e Cissè. Intelaiatura complessiva da primissimi posti, al tecnico Reja il compito di ottimizzare il patrimonio. La Roma americana si specchierà nelle idee dello spagnolo Luis Enrique. Calcio di possesso, velocità, fuorigioco a metà campo: i rischi abbondano ma l'esperimento, nel complesso, intriga.
Per finire la Juve, arrivata settima negli ultimi due campionati. È la squadra che in Italia vanta il maggior numero di tifosi: all'allenatore Conte, soprattutto, l'onere di restituire il senso di appartenenza ai giocatori e alla gente. Cancellando le ultime delusioni e provando a costruire un gruppo di nuovo vincente.