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Piegati dalle intemperie

Montagne di neve accumulate nelle città del Nord, nell’imminenza di Natale. E, poche ore prima di Capodanno, ecco fiumi di acqua. Maltempo sovrano, così il 2009 si è congedato. Gran lavoro per la Protezione Civile, solito corollario di polemiche.

Le città italiane si dimostrano – assediate dagli schiaffi della natura – estremamente fragili. Il Comune di Milano invita i cittadini a lasciare le auto a casa: all’appello rispondono in pochi e così, in poche ore, la Tangenziale del capoluogo lombardo si trasforma in un tunnel senza uscita. La neve blocca le strade, regalando disagi autentici, caos anche sulle rotaie.

Succede che le temperature polari e il ghiaccio blocchino gli scambi e che i treni accumulino ben presto ore di ritardo. Un esem- pio: tredici ore per raggiungere Roma da Rimini, costiera romagnola. Va molto peggio a chi – tentando di trascorrere il Natale in famiglia – mediti di raggiungere la Calabria o la Sicilia partendo dalle città del Nord: non si contano le ore di ritardo, le arrabbiature, le proteste di mamme, bimbi ed anziani. Basta una ondata violenta di neve e gelo per tenere in scacco un intero Paese? Si, se questo Paese si chiama Italia.

Non è la prima volta che ciò accade, non occorre essere indovini per profetizzare nuovi ingorghi, disagi ed esasperazioni per coloro che – sotto la pioggia o sotto la neve – proveranno in futuro a mettersi in viaggio. Ondata eccezionale di maltempo, urlano alla Protezione Civile. C’è da capirli, quando l’Italia annaspa (come in occasione del sisma in Abruzzo) sono i primi che accorrono, sobbarcandosi turni massacranti di lavoro per montare tende oppure ovviare alle prime necessità.

Piangono i pendolari del Nord, costretti comunque a prendere l’auto per raggiungere i posti di lavoro. Difficile muoversi senza l’auto, i trasporti non convincono, molte zone sono tagliate fuori da ferrovie o strade di lunga percorrenza. Èandata in tilt Milano, sepolta da mezzo metro di neve. La stessa emergenza si è poi vissuta a Brescia, Varese, Bergamo, città ricchissime dove però è bastata una neve appena compatta per bloccare qualsiasi movimento.

Èarrivato l’Esercito, dopo che i disagi permanevano, come il cielo plumbeo. Stavolta il sale c’era per rendere percorribili le strade ma forse la neve prevista era stata più copiosa di quella attesa. Piccola consolazione: il maltempo, in quei giorni, ha messo in ginocchio Madrid, bloccando pure l’Eurotunnel.

Mezza Europa ha pagato dazio ma la sensazione è che quando le intemperie si scatenano sia il nostro Paese – a qualsiasi latitudine della Penisola – che faccia fatica a reagire. Non è finita: nelle ultime ore del 2009 ecco l’alluvione in Toscana e in Liguria. Qui, in molti casi, a parte la grande quantità di pioggia caduta, sotto accusa la gestione del territorio. Il disboscamento, retaggio di scellerato abusivismo edilizio, ha causato frane e smottamenti. Il remake – senza vittime, per fortuna – di quanto successo appena pochi mesi fa nella provincia di Messina.

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