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Peccati di gola

Un Presidente salutista, al pari della moglie Michelle che, nelle scorse settimane, ha piantato un orto nei giardini della Casa Bianca. L’indiscrezione è arrivata anche a Palazzo Chigi ed allora ecco aggiornato il cibo che – nell’ambito del G8 – è stato fornito agli illustri ospiti de L’Aquila.

Barack Obama ci tiene a mantenere la linea: la passione (immutata) anche da Presidente per il basket serve anche a quella finalità, non ingrassare e non appesantirsi. E così gli organizzatori del summit mondiale nella città del recente terremoto hanno pensato di piazzare – nell’appartamento di Obama, a Coppito – un piatto di broccoli romaneschi e zucchine bollite.

Un meeting di così vasta portata internazionale è anche occasione per conoscere le peculiarità gastronomiche di coloro che reggono i destini della Terra. Si sa che Sarkozy e Medvedev, ad esempio, hanno chiesto ed ottenuto formaggi italiani, di cui sono golosi. Nei loro alloggi non sono mancate selezioni di quelli tipici: Reggiano, Taleggio, Gorgonzola. Come pure il pecorino di Rivisondoli, il caciocavallo e la giuncata.

Berlusconi va matto per la frutta, divorandone in quantità industriale tra una pausa e l’altra della sua fittissima agenda giornaliera. Nel pranzo e nella cena ufficiale – offerta dal Presidente della Repubblica – non è ovviamente mancato il trittico di pennette al pomodoro, ai quattro formaggi e al pesto, diventato – col passare degli anni – una specialità culinaria del Dicastero Berlusconi.

Ha fatto ovviamente capolino sulla tavola il gelato che piaceva tanto all’ex-Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush: tre palline tricolori (ai gusti di pistacchio, fiordilatte e fragola) gentilmente offerte da una nota gelateria di Cassino. Le first lady – le mogli dei capi di governo – sono state accolte dalla prima cittadina di Roma, Isabella Rauti, consorte del sindaco Alemanno, prima di raggiungere i mariti a L’Aquila.

È stato lo chef tedesco Heinz Beck ad imbandire la tavola sulla terrazza Caffarelli, in uno degli angoli mozzafiato di Roma. Pranzo relativamente breve (meno di un’ora). Con una avvertenza: dovevano essere pietanze che rispettassero le usanze culinarie delle donne, appartenenti a diverse aree del globo.

Lo chef tedesco ha così optato per un misto di cucina tradizionale romana: carciofi fritti, assaggino di coda alla vaccinara, saccottelli alla carbonara, senza però guanciale. E poi medaglioni di astice, bruschette con pomodorini e olive. Per secondi sono stati serviti filetti di vitella, triglia croccante su una insalata di erbe. Per la moglie del Premier indiano menù a parte: è vegetariana e non avrebbe assaggiato nulla.

Ha invece mangiato insalata di asparagi, risotto alle erbe, verdure mediterranee. Vini rigorosamente italiani, risate e foto di gruppo. Michelle Obama ha deciso poi di cenare in un ristorante vicino a piazza Navona, in mezzo alla gente comune. Dopo aver assaggiato lasagne, carbonara e spaghetti alle vongole ha lasciato la città, regalando istantanee di grande semplicità.

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