Onorevoli con le scarpette
Oltre tremila italiani al via della maratona di New York: dalle prime stime sembra che solo i britannici saranno di più dei nostri connazionali. Ai nastri di partenza da Staten Island un multicolore gruppo di amatori, senza distinzioni di ceto. Avvocati, liberi professionisti, medici, impiegati, tutti uniti dalla medesima passione per la corsa.
Iscritto anche Romano Prodi, l’ex-presidente del Consiglio che – oltre alla bici – coltiva anche il passatempo della corsa. In estate – quelle foto hanno fatto il giro del mondo – era solito indossare le scarpette da jogging, percorrendo – con due uomini di scorta al fianco – i boschi della Maremma o dell’Appennino Emiliano, sua terra natia.
Proprio vero, allora: il virus della maratona ha contagiato anche Montecitorio, se è vero che, alla partenza della leggenda newyorchese si schiererà una rappresentanza bipartisan di deputati della maggioranza e opposizione. Al via dal ponte di Verrazzano, sognando comunque di stupire, in primo luogo se stessi.
A Montecitorio, tra l’altro, sta sorgendo proprio un club di appassionati della corsa e della maratona, in particolare. Eccoli, allora, gli otto onorevoli con le scarpette, capitanati da Maurizio Lupi. Lui, onorevole del Pdl, già alla quarta presenza nella corsa di New York, ha un sogno nel cassetto. Tagliare il traguardo dei quarantadue chilometri, a Colombus Circle, prima delle quattro ore.
Lui, Lupi, padrino – la scorsa notte di Pasqua – del giornalista Magdi Allam, convertitosi al cattolicesimo, battezzato da Papa Benedetto XVI, torna a New York dopo aver saltato – per un rognoso infortunio muscolare – l’ultima edizione. Si sono preparati con meticolosità, gli onorevoli italiani con la maratona del sangue. Adottando diete ferree dall’estate ad oggi, qualora fossero stati da eliminare chili in eccesso. Macinando chilometri di allenamento all’interno di Villa Borghese, a Roma, nei ritagli di tempo dell’attività parlamentare.
Assieme a Lupi ecco Chiara Moroni, figlia dell’ex-parlamentare socialista Sergio, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli e poi suicidatosi. E poi Marco Marsilio e Davide Caparini, anch’essi inquadrati nel Pdl.
Il Partito Democratico allinea – in questo singolare derby che andrà in scena tra i quartieri storici della maratona (Greenpoint, Queens, Harlem, tra gli altri) - Sandro Gozi, (ex-consigliere di Romano Prodi, che si allena tutti i giorni, all’alba, per un’ora, prima di indossare giacca e cravatta di ordinanza), Paola De Micheli, Alessia Mosca, Paolo Fadda. Malinconia per il capogruppo del Pdl, Cicchitto, pronto a partire ma poi bloccato in extremis da una microfrattura al piede: sarà per l’anno prossimo, la maratona aspetta tutti.
Affari d’oro per le agenzie italiane che hanno allestito il viaggio e il pernottamento a New York, quest’anno reso ancora più suggestivo dalla febbre per la corsa al voto del nuovo inquilino della Casa Bianca. Oltre tremila italiani al via, con una piccola e festante rappresentanza pure dei banchi di Montecitorio.