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Ondata di stupri

Notte di Capodanno, una ragazza violentata all’interno di uno dei padiglioni della Fiera di Roma in cui il Comune aveva allestito il veglione di San Silvestro. Qualche giorno più tardi, nel quartiere Primavalle una donna di quarantuno anni stuprata a pochi metri dal portone di casa.

E ancora: a Piacenza, violenza di gruppo su una ragazza di ventidue anni. Per finire il caso che è piombato nelle case degli italiani, scatenando riflessioni e dibattiti. Una coppia di fidanzati aggrediti a Guidonia, quaranta chilometri da Roma: lui picchiato, spinto nel portabagagli dell’automobile.

Lei violentata da cinque ragazzi rumeni, muratori di giorno, feroci aguzzini al calare delle tenebre. Il 2009 delle donne italiane è iniziato così, in prima pagina per devastanti episodi di violenza. Donne picchiate, oltraggiate, derise. Monta la protesta popolare: si chiedono provvedimenti urgenti. Soprattutto indilazionabili. Probabilmente allungato il periodo di pattugliamento delle città ad opera dell’Esercito: non più soltanto tremila soldati a presidiare le strade e i quartieri a rischio ma dieci volte di più.

Il Comune di Roma ha deciso di potenziare l’illuminazione in periferia. Potrebbero anche essere palliativi, legittimo sottolinearlo. Indagini a tappeto perché troppo invasivo era stato lo choc: lo stupratore della notte di Capodanno è stato identificato ed arrestato dopo venti giorni.

Un panettiere italiano di ventuno anni: ha confessato di aver violentato una coetanea dopo essersi sbronzato. Poco prima di partecipare alla Festa di fine anno le telecamere di un network privato lo avevano intervistato: lui, con finta saggezza, aveva invitato i ragazzi della sua età a non esagerare in quella notte di bagordi, guidando in modo equilibrato, non bevendo e non assumendo stupefacenti.

Da lì a qualche ora avrebbe – al contrario – violentato una ragazza, praticamente bollando la vita propria e quella di una innocente. Arrestati pure i responsabili della violenza di Piacenza: anch’essi rumeni. Come gli aguzzini di Guidonia che, all’uscita della caserma dei Carabinieri, hanno seriamente rischiato di essere linciati dalla folla. Hanno confessato qualche ora più tardi, davanti al magistrato.

Provengono da una delle regioni più povere della Romania, da Iasi, quasi al confine con la Moldavia. Lì il reddito pro-capite al mese stenta a raggiungere gli ottanta euro, l’equivalente di una cena in uno dei ristoranti più rinomati del Centro di Roma. Volevano violentare una donna qualsiasi, in quella notte allucinante.

Si erano appostati dietro ad una siepe in un luogo appartato di Guidonia, in cui le giovani coppie cercano – dopo il tramonto – un po’ di intimità. Hanno picchiato il ragazzo a sangue, chiudendolo poi all’interno del portabagagli dell’auto. Hanno violentato a turno la ragazza mentre il fidanzato – rinchiuso e legato – nulla poteva. Delinquenti feroci ma ingenui: hanno rubato e poi usato i cellulari dei due sventurati. Facilissimo per la Polizia risalire alle loro identità.

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