Omicidio su commissione
Via Due Ponti, a pochi passi dalla via Cassia: uno dei luoghi frequentati dall’ex Governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ora in fuga – dopo lo scandalo condito da trans, sesso e cocaina – in una abbazia del Basso Lazio.
Qui, in un appartamento di dieci metri quadrati (con un soppalco di otto) è stata trovato senza vita – morto per esalazioni di fumo – il trans Brenda, brasiliano, una vita in un corpo sbagliato, uno dei personaggi entrati prepotentemente nell’inchiesta che ha disarcionato il vecchio Presidente della Regione Lazio. L’affare si ingrossa, le chiacchiere aumentano: a prima vista Brenda sembra essere stata assassinata. Una vita di corsa, quella del trans, dall’avvio dell’inchiesta che ha smascherato i vizi nascosti di Marrazzo – ricattato da quattro carabinieri – fino ai suoi ultimi minuti di vita.
Diceva in giro, il trans, di avere video che ritraevano il Presidente della Regione Lazio assieme ad altri viados della zona. Non solo: gli inquirenti ipotizzano che potesse ricattare altri personaggi noti. Vip della città, magari politici, chissà cos’altro. Dieci giorni prima della morte ecco un altro avvertimento: un gruppo di rumeni la circonda, la rapina, gli ruba il cellulare (usato soprattutto per prendere appuntamenti, magari per filmare incontri a luci rosse, chissà), procurandogli leggere ferite. Classica tipologia: chi lo ha fatto voleva spa- ventare il trans. Con una inchiesta ancora in corso e che promette novità mica da ridere, l’intento era quello di scoraggiare le testimonianze del brasiliano.
\Il centralino della Polizia è squillato alle quattro di notte: dal minuscolo appartamento di Brenda emanava fumo. All’interno il corpo parzialmente svestito del trans, annerito, morto per le esalazioni scaturite da una combustione lenta. Il suo pc – quello che probabilmente ritraeva, all’interno di decine di files, le riprese di qualche suo incontro con persone in vista – sotto l’acqua del rubinetto.
La casa in ordine, nessuna messa in scena di una rapina. La porta richiusa dall’interno. Suicidio? No, ha sentenziato la Polizia: la Procura indaga per omicidio volontario. Ecco perché la storia (torbida) che ha recentemente condotto alle dimissioni del Governatore del Lazio prende un’altra piega. La Polizia torna ad indagare anche sulla morte del pusher di cocaina che riforniva le trans frequentate da Marrazzo.
Lui, napoletano che viveva a Roma, si vantava (pericolosamente) di tenere in scacco personalità notissime, impeccabili nella loro vita normale, custodi di frequentazioni particolari nel tempo libero. Infarto: cosi’ venne chiusa l’indagine sulla morte del pusher, avvenuta in una anonima stanza di un albergo ad ore. Ora la famiglia chiede la riesumazione del cadavere e nuove, piu’ articolate indagini.
Intanto, la morte di Brenda ha riacce- so i riflettori sul caso-Marrazzo. Sembra davvero un omicidio su commissione, come se qualche potente – preoccupato per i possibili ricatti o rivelazioni del trans – abbia assoldato qualcuno per far tacere Brenda.