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Odissea sui binari

Venti ore per percorrere cinquecento chilometri di strada ferrata, dunque non con le incognite dei possibili rallentamenti frutto del traffico-caos delle feste natalizie. Quasi un giorno per raggiungere Roma da Lecce: l’odissea dei disperati si è consumata all’interno di un Eurostar delle Ferrovie dello Stato.

Partenza dal Salento poco dopo mezzogiorno, arrivo stimato a Roma Termini dopo le diciotto e trenta. Passeggeri sprofondati sulle poltrone del treno, magari leggendo o ascoltando musica: questo negli auspici, ovviamente. Dopo le cinque del pomeriggio, dunque a poco piu’ di un’ora dall’arrivo, il treno si è bloccato, in aperta campagna, in provincia di Caserta, tra le stazioni di Capua e Pastorano.

Contatti tra il locomotore e gli uffici competenti ma comandi inutilizzabili. Impianto di riscaldamento fuori uso, con una temperatura esterna sotto di qualche grado. Erano i giorni di una violenta perturbazione che stava flagellando il Sud d’Italia. Freddo, neve, umidità. Un guasto tecnico oppure la presenza di ghiaccio sui binari: indagine ancora aperta, periti in azione ma la sostanza era che il treno ad alta percorrenza era immobile al buio, con quasi cinquecento passeggeri (tra i quali un neonato) in completa balia degli eventi.

Vano ogni tentativo di trascinare il treno verso la più vicina stazione ferroviaria con un’altra locomotiva. Un altro convoglio, alla fine, è stato avvicinato all’Eurostar per consentire il trasbordo dei passeggeri. Operazione lunga e complicata: alla fine – portati alla stazione di Capua – i passeggeri sono stati rifocillati con generi di conforto (mille e duecento cestini, dolci, cioccolato, latte, duecentocinquanta bottiglie d’acqua, centoventi coperte, un centinaio di succhi di frutta).

Intanto le ore passavano, e con esse moriva la speranza di raggiungere Roma in un lasso di tempo contenuto. Il treno non era in grado di riprendere il cammino verso Termini. Solo dopo un ennesimo trasbordo i passeggeri – su un treno locale – hanno potuto raggiungere (ma alle sette e mezzo del mattino) dopo una notte di arrabbiature, polemiche, astii e veleni sulla condizione dei trasporti ferroviari. Sono fioccate le rimostranze: all’arrivo a Roma rimborsato ai passeggeri il prezzo del biglietto.

E poi il risarcimento: ottocento euro, frutto di una transazione tra l’Ente e i passeggeri. Esclusa, dunque, la possibilità di una causa collettiva (la “class action”) contro le Ferrovie. L’episodio ha ovviamente dato la stura ad una pioggia di polemiche. La prima ha riguardato il prezzo dei biglietti deciso dalle Ferrovie dello Stato: aumento del quindici per cento con treni talvolta ansimanti, vecchi e mal confortevoli.

La risposta delle Ferrovie dello Stato: è stato un episodio spiacevole, frutto di circostanze fortuite ed irripetibili, con la Puglia (in quei giorni) sommersa dalle neve e flagellata dal vento. Intanto il resoconto dell’odissea ha fatto il giro del mondo, zavorrando l’immagine complessiva.

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