LA NUVOLA DELL'EUR
Eccola una data, finalmente. Il nuovo, modernissimo, avveniristico Centro Congressi dell'Eur – opera dell'architetto romano Fuksas – dovrebbe essere inaugurato alla fine del 2012. Ritardi burocratici, proteste ambientaliste, interventi della Soprintendenza, polemiche sul budget economico a disposizione: classiche pastoie all'italiana, ogni grande opera porta sempre con sé attriti al cianuro. Bella notizia per il quartiere dell'Eur, che ha ormai imboccato il sentiero della modernizzazione costante.
A pochi metri dall'area in cui verrà eretto il nuovo Centro Congressi ecco l'Acquario, che vedrà la luce alla fine dell'anno, destinato a soppiantare, diventando il più grande d'Europa, anche quello di Genova. E poi, nell'ambito dell'edilizia residenziale, ecco i lavori per la costruzione di due grattacieli da 110 metri l'uno: sotto il verde dell'Eur, le acque del laghetto artificiale. A destra, affacciandosi sui balconi, ecco, in lontananza, la striscia azzurra del mare.
Il Centro Congressi si chiamerà "Nuvola": potrà ospitare fino a novemila spettatori. Un vanto per l'architettura della Capitale.
In un periodo in cui le grandi opere pubbliche latitano – dando spazio alle iniziative rette dagli investimenti dei privati (come l'Acquario e i due grattacieli per lussuose abitazioni) – ecco dilatarsi il cantiere tutto fatto di acciaio, vetro, cemento armato. All'interno della "Nuvola" pulsano le attività: lo scheletro, ormai, è in piedi e sembra già vivere di luce propria. Si scorgono le gabbie per gli ascensori, quelle per le scale mobili, la maxi-sala e, sopra, l'astronave, "il vascello" della cavea, possente eppure leggera come una farfalla.
Quanto costerà alla fine il progetto?
Duecentocinquanta milioni di euro, investimento deliberato dalle precedenti Giunte comunali, quelle del centro-sinistra, guidate da Rutelli, prima, Veltroni, poi. Verso destra ecco un edificio alto eppur esile: si tratta di un albergo – dotato di 440 stanze – che, negli auspici, potrà ospitare fino a mille partecipanti ai Congressi. Con quest'opera Roma colma una lacuna: il vecchio, antico Palazzo dei Congressi – situato cento metri prima, ai lati dell'arteria Cristoforo Colombo, una delle direttrici che dal centro della città conducono direttamente al mare di Ostia – aveva infatti perduto smalto, non potendo più ospitare un numero consistente e qualitativo di appuntamenti.
Il vetro è il grande elemento dominatore dell'opera: come se Fuksas volesse donare tantissima luce al suo prodigio. Una scelta che, secondo gli esperti, ben si coniugherà col resto del quartiere, una volta abitato da ricchi professionisti, oggi dominato invece essenzialmente dagli uffici del Ministero delle Poste, dalle sedi di grandi istituti di credito e dell'Alitalia. In mezzo alla "Nuvola" ecco aprirsi la grande piazza: settemila metri quadrati a disposizione di tutti, popolata da sculture ed opere di artisti. Sopra ad essa un cielo di vetro alto oltre 50 metri: una meraviglia che, una volta tanto, conferma l'operosità e la fantasia del "made in Italy".