Nuove
metro si comincia
Eccole,
le quattro linee del futuro, capaci di allineare il trasporto su ferro
di Roma a quello delle più importanti capitali europee e non
solo. Si lavorerà da oggi al 2015, infatti, un solco di otto
anni per realizzare un “underground” finalmente funzionale,
in grado di collegare tutti gli angoli della Capitale, snellendo (negli
auspici) il traffico, diminuendo, se possibile, le aggressioni dell’inquinamento.
Dati,
plastici e numeri significativi, svelati prima dell’ultima Pasqua
dal Campidoglio. Roma, complice interventi robusti, si rifà finalmente
il trucco: eccole, le nuove perforazioni sottoterra, che, nelle speranze,
trasformeranno (oggi) Roma in una sorta di cantiere aperto, assumendo
però (domani) i contorni di una metropoli finalmente moderna,
veloce, più umana.
La
linea B1, ad esempio, in costruzione dall’ottobre 2005, la linea
C (i cui cantieri apriranno nelle prossime settimane), la linea D che
ha fissato i primi scavi per il 2010.
L’hanno
chiamata la “cura del ferro”, istantanea curiosa ma veritiera
per colorare la grande trasformazione del trasporto capitolino. L’incremento
delle linee metro porterà da 40 a 85 i chilometri complessivi
di collegamento sotterraneo della Capitale, da 52 a 103 il numero delle
stazioni (44 delle quali ricavate all’interno del centro storico),
da 860 mila a 1,7 milioni il numero dei passeggeri trasportati ogni
giorno.
Riscontri
che danno l’idea del cambiamento epocale. Numeri e speranze in
grado di rivoluzionare il modo e l’abitudine di muoversi all’interno
della città, dalle sterminate periferie al centro e viceversa.
Esultano pure le centinaia di migliaia di pendolari, costretti ad alzarsi
all’alba per raggiungere i luoghi di lavoro: tempi di percorrenza,
per loro, sicuramente dimezzati. La “cura del ferro” costituirà
anche un formidabile volano di sviluppo, oltre a strizzare l’occhio,
nei progetti, al futuro e alla tecnologia.
La
linea D, ad esempio, quella che collegherà l’Eur a Talenti
(un tragitto che solitamente, in auto, può anche richiedere due
ore nei momenti topici di traffico) sarà caratterizzato dalla
totale automazione (convogli senza conducente, come per la linea C,
quella che porterà fino a Grottarossa, sulla Cassia): conseguenziale
una congrua diminuzione dei costi.
I
tempi di attesa, alle stazioni, del passaggio tra un convoglio ed un
altro? Novanta secondi. La capacità degli stessi convogli? Ottocento
persone per treno. Disagi ridotti al minimo, da qui fino al 2015, tempo
di consegna per l’avvio di una nuova era, hanno garantito i vertici
di Roma Metropolitana: turni di lavoro raddoppiati, ad esempio.
Già
acquistate da una società tedesca due talpe meccaniche che realizzeranno
le due gallerie tra piazzale Clodio e Pantano, tra la Casilina e la
Prenestina. Arriveranno entro Natale e ci vorranno tre mesi solo per
montarle. Palliativi, però, davanti all’imponenza rivoluzionaria
del progetto.
Giorgio
Bicocchi