Neve in citta`
Alle sette e mezzo del mattino di venerdí scorso i romani, alzando la serranda del salone o della camera da letto, hanno avvistato i primi fiocchi di neve. In città, il fenomeno è raro: l’ultima volta che su Roma era caduta la neve era stato nel gennaio di cinque anni fa. Era il 27 gennaio, la neve arrivó di notte, la zona maggiormente interessata da una leggera coltre bianca fu quella a sud della Capitale.
La neve aveva fatto la sua comparsa, anche se per pochi istanti, anche nel gennaio del 2004 e poi, ancora piú indietro negli anni, nel febbraio del 1999. La nevicata piú consistente, questa volta con tutta la città imbiancata, con le cupole delle chiese e i tetti ammantati, fu quella dell'11 febbraio 1986, quando alle otto del mattino Roma si sveglió sotto decine di centimetri di neve.
Traffico paralizzato, autobus in panne, per un paio di giorni – fino a quando su gran parte delle strade il Comune versó decine di buste di sale – molti Romani restarono a casa. Scuole chiuse, aeroporti paralizzati: la città, per antica tradizione, è piú abituata alle piogge, convivendo con il letto del fiume Tevere, piuttosto che ai fiocchi di neve. Stavolta la nevicata piú consistente è andata in scena dalle dieci in avanti.
Due ore prima l’inizio del fenomeno: neve mista a pioggia, nel giro di pochi minuti le strade erano sgombre. Poi, verso le dieci, quando gli alunni delle scuole erano seduti sui banchi e quando gran parte dei Romani aveva raggiunto il posto di lavoro – dunque con disagi limitati per la circolazione – ecco il cielo incupirsi. Fiocchi di neve grandissimi, simili alle piume di un cuscino sventrato, sono scesi velocissimi.
Imbiancate le selle di motociclette e motorini, i tetti delle macchine. La circolazione, subito, si è fatta piú difficile. Gli autobus, sorpresi dalla nevicata, hanno cominciato ad ansimare, rallentando ovviamente la velocità. L’aeroporto di Ciampino è stato chiuso per la scarsa visibilità: nessuno squarcio in un cielo livido.
I turisti che alloggiavano negli alberghi del Centro – da via Veneto a Fontana di Trevi – hanno finito in fretta la colazione, azionando macchinette fotografiche e video. Troppo bella e troppo caratteristica Roma sotto la neve: i turisti hanno calzato berretti di lana (temperatura oscillante tra i tre e i quattro gradi), indossato guanti, posando per foto-ricordo. Atmosfera natalizia ritardata di un paio di mesi: febbraio, d’altronde, con i giorni della merla, è sempre stato uno dei mesi piú freddi e piú temuti.
Il Comune – tramite bollettini – aveva intanto provveduto a fornire le prime indicazioni: niente moto e motorino almeno fino al primo pomeriggio. Alcuni tratti cittadini presentavano i primi disagi: strisce ghiacciate, fanghiglia pericolosa. Gli alberi di Villa Borghese sembravano quelli di Central Park. L’imponente Vittoriano era una sagoma stagliata di bianco. Per poche – ma suggestive – ore Roma è sembrata una Capitale del Nord Europa o una città della Costa Est degli Stati Uniti.