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Natale austero

Se migliaia di esercizi commerciali stanno chiudendo, dichiarando fallimento, inchinandosi ai debiti e ai mancati indotti economici, se le “tute blu” (i metalmeccanici) salgono sulle gru, sui palazzi, protestando contro i salari bassi e (soprattutto) il pericolo concreto di perdere il lavoro – esemplificativo il caso dello storico stabilimento della Fiat di Termini Imerese per il quale potrebbe essere sancita la sua fine – evidente che la spia italiana continui a segnare rosso profondo.

Ecco perché il prossimo Natale sarà rigorosamente austero. Gli alberi assomiglieranno a salici piangenti, altro che addobbi, regali, pensierini: l’accezione consumistica della festa piùattesa dell’anno è a grosso rischio. Lo stipendio non basta più, le spese crescono. Trema chi ha contratto – per acquistare casa – mutui a tasso variabile: impennata in crescita, il disavanzo familiare è una costante. Inevitabile la conclusione: la crisi economica non molla il Belpaese. Con naturali ripercussioni per il periodo natalizio: niente spese accessorie, tipicamente voluttuarie.

Festività all’insegna dell’austerity, prevista una spesa media pro-capite non superiore ai duecento euro. Sarà questo il budget a disposizione di milioni di italiani per Natale e Capodanno. Si taglierà in ordine sparso, i soldi (le tredicesime di dicembre) serviranno a sanare mutui, debiti al consumo, carte di credito (in grandissima ascesa solo perché dilatano i tempi dei pagamenti).

I settori nei quali gli italiani tenderanno a ridurre sensibilmente gli acquisti saranno gli addobbi natalizi (addirittura meno quindici per cento rispetto al Natale 2008), i regali a parenti e amici (meno dieci per cento), ovviamente i viaggi all’estero che pure – fino a qualche stagione fa – costituivano una costante, un modo per evadere e ricaricare le pile.

Occorre combattere le spese fisse, le bollette, gli affitti e i mutui che zavorrano – talvolta oltre la soglia del sessanta per cento – il reddito mensile familiare. Inutile correre appresso alle spese vacue, effi- mere quando – tutto attorno – la preoccupazione per il futuro cresce e risparmiare, mettere da parte qualcosa, non è più possibile. Ecco allora come si articolerà la prossima austerity natalizia: per rivestire gli alberi si utilizzeranno i vecchi addobbi. Idem per colorare casa.

Per i regali, la propensione generalizzata è quella di ridurre drasticamente il loro numero, quantomeno limitare le spese. Le proiezioni dell’Associazione Consumatori non danno spazio ad alcuna speranza: sarà un Natale austero, che si snoderà essenzialmente in casa. Niente ristoranti e per San Silvestro pochissimi italiani – i piùfortunati – sceglieranno qualche spiaggia tropicale o, in subordine, ricchi veglioni.

Vendite stabili per i giocattoli, da consegnare ai piùpiccoli, e gli alimentari: un piatto caratteristico del periodo forse sorreggerà l’umore, senza cedere il passo alla depressione. Sarà un Natale grigio, perfettamente in linea, però, con la precaria situazione economica di milioni di famiglie.

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