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Marche, che passione

Chissà, sarà stato per lo spot recitato da Dustin Hoffman, scritturato dalla Regione per esaltare le bellezze delle Marche. Il popolare attore recita la poesia di Leopardi, uno dei figli eccellenti della regione, L’Infinito, sbagliando magari tempi e metrica ma dando egualmente – pure in uno slang improvvisato – il senso del messaggio: venite nelle Marche, non ve ne pentirete.

E così, quando diversi servizi ed approfondimenti dei telegiornali nazionali e locali, hanno intervistato decine di pensionati americani che avevano scelto le Marche per vivere (bene) il resto dei propri giorni, investendo in appartamenti, villini, magari producendo olio e conserve di frutta, il fenomeno – perché di questo bisogna parlare – si è sviluppato in tutta la sua ampiezza.

Ecco, le Marche attirano, al pari adesso della Toscana e dell’Umbria, oggi super-inflazionate perché qui, ormai, investono e decidono di trascorrere lunghi periodi all’anno cittadini di tutte le latitudini. Le Marche possiedono tutto quello che può indurre a decidere di venire qui, anche dall’altra parte del mondo: se si esclude l’eventuale costo per acquistare una casa, bastano ventimila dollari all’anno per viverci dignitosamente.

E poi altri, consistenti indizi: con quaranta dollari complessivi si può benissimo cenare in un bel locale, magari sulla terrazza di Cingoli o nei ristoranti delle spiagge di velluto. Si vuole prendere una casa in affitto? Servono seicento dollari. Si vuole comprare un luminoso appartamento o una casa in campagna? Basta staccare un assegno di centocinquantamila dollari.

Centinaia, ormai, stando alle entusiastiche interviste rilasciate da ex- agenti di borsa di Wall Street, architetti di Manhattan in pensione, piccoli imprenditori del Wisconsin, gli americani che hanno deciso di cambiare vita, soprattutto residenza. Aprendo un agriturismo, ristrutturando casali diroccati, subendo il fascino di una regione oggettivamente affascinante.

Si segnalano nuovi residenti provenienti da oltreoceano ad Urbino, Camerino, sede di una antichissima Università, Recanati, la città del poeta Leopardi, Jesi, Loreto, Monte San Bartolo, vicino Pesaro. Americani che, con grande coraggio in taluni casi, hanno optato per questo scorcio del Belpaese, trasferendo qui le proprie origini, condito da entusiasmo e rinnovato amore per la vita.

Acclarato, d’altronde, che le Marche, negli Stati Uniti, avessero da tempo fatto breccia. Lo scrittore John Moretti, sei anni fa, nel suo libro “Living Abroad in Italy” dedicò un intero capitolo alla regione, elargendo consigli pratici per viverci bene. Diversi networks e magazines, poi, hanno esaltato ultimamente l’immagine di una regione sufficientemente trendy, in cui si mangia divinamente, l’arte è praticamente dentro casa, mare e colline si mescolano in un connubio mozzafiato. Toscana e Umbria, per gli stranieri, sono sempre le mete predilette ma le Marche, ormai, intrigano sempre di più.

 

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