Marcegaglia, donne al potere
Svolta storica: al timone della Confindustria, per la prima volta nella storia della quasi centenaria associazione degli imprenditori italiani (è stata fondata nel 1910) sale una donna, Emma Marcegaglia. Un plebiscito, o quasi, la sua proclamazione (anche perché unica candidata): con il 99,2% delle preferenze, ovvero con 125 voti su 132 a favore, ha preso il posto di Luca Cordero di Montezemolo.
Il suo profilo? Mantovana, classe ’65, soprannominata “Lady d’acciaio”: un po’ per il carattere e la determinazione che l’hanno sempre accompagnata, un po’ in onore al vanto di casa.
Già perché Emma, secondogenita di Palmira Bazzani e di Steno Marcegaglia, fondatore dell’omonima società, è proficuamente attiva, con oltre seimila dipendenti sparsi in tutto il mondo, proprio nella lavorazione dell’acciaio. Sette anni fa ha sposato Roberto Vancini, ingegnere informatico: cinque anni fa ecco la nascita di Gaia, la sua prima e unica figlia.
I suoi studi? Una maturità scientifica, conseguita a vent’anni al Liceo Belfiore, a Mantova, la città amata. Laurea con lode in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano. Durante il periodo universitario trascorre otto mesi negli Stati Uniti dove frequenta con profitto il secondo anno di un Master in Business Administration a New York, sostenendo anche esami di finanza internazionale.
Nell’azienda di famiglia ricopre la carica di consigliere e amministratore delegato, assieme al fratello Antonio. Donna-predestinata: dal ’96 al 2000 fu Vice Presidente del Movimento dei Giovani Industriali. Numero due della Confindustria, sotto la gestione di Antonio D’Amato: si dimise (con un atto di coraggio sconosciuto ai più, in Italia) per divergenze politiche.
Vice Presidente, dal 2004, della Confindustria, dunque fedele “delfina” di Luca di Montezemolo, con deleghe all’energia e al coordinamento delle politiche industriali e ambientali. Ora ecco lo scranno più alto di Confindustria: un riconoscimento nella logica delle cose. Con una punta di civetteria: mai era accaduto che una donna diventasse Presidente.
Comanderà lei, fino al 2012: un quadriennio di novità, con un occhio particolare alla tutela della sicurezza e dell’innovazione. Non dovrà temere golpe o tentativi di blitz: l’applauso scrosciante con il quale il “parlamentino” della Confindustria (unitamente al computo complessivo delle preferenze) ha salutato la sua elezione è sinonimo di fedeltà assoluta. Il manifesto delle sua campagna? Dare spazio, se possibile, all’occupazione femminile in Italia, una delle più basse del vecchio Continente. Fondi e attenzione rivolte alla ricerca, all’innovazione.
Tra un mese Emma Marcegaglia presenterà la sua squadra: rispetto al passato lecito attendersi qualche nuovo ingresso. Una svolta importante come sempre accade in Italia quando una donna comincia ad occupare una carica che conta. I suoi hobbies? Pochi e selezionati. La montagna, il tennis, il collezionismo, con una particolare predilezione per la raccolta degli orologi.