Maratona, ci siamo
Eccolo, il grande evento sportivo ma non solo. Perché la maratona – lo sanno bene i newyorchesi, che la ospitano la prima domenica di novembre di ogni anno – è la disciplina più democratica del mondo.
Basta un percorso, una strada, una serie di curve, una maglietta, un incedere costante ma senza strappi, un paio di pantaloncini. A Roma la maratona andrà in scena domenica 22 marzo: i numeri – ufficializzati nel corso della conferenza-stampa nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio – sono da record.
Quindicesima edizione, bandiera a scacchi abbassata alle 9 di mattina da via dei Fori Imperiali. Un percorso unico, suggestivo, la storia in tasca. Tutto il centro storico della capitale interessato al transito del lunghissimo serpentone umano. E poi i passaggi davanti alla Sinagoga, alla Moschea, in Piazza San Pietro, a testimonianza che l’evento sportivo può con successo cavalcare anche altri ambiti della vita civile, unendo, esaltando la fratellanza, combattendo gli steccati.
Quasi quindicimila iscritti, provenienti da ottanta nazioni: la maratona di Roma è l’evento sportivo italiano più partecipato in assoluto. Abbinata alla prova competitiva di 42,195 chilometri ecco il fiore all’occhiello dell’organizzazione: la Roma Fun Run di poco oltre quattromila metri, il cui successo è tale da rendere ipotizzabile la cifra (imponente) di oltre ottantacinquemila partecipanti.
Prendete un lapis, un foglio bianco e tirate una riga: fanno quasi centomila persone che – tra qualche giorno – trasformeranno Roma in un immenso anfiteatro di gente, di ogni ceto, razza, etnie, religione, età che corre. Quasi cinquant’anni fa – correndo di notte sul selciato dell’Appia Antica – nel corso delle Olimpiadi di Roma, Abebe Bikila parve illuminare, in una delle ultime edizioni più umane dei Giochi, l’intera città.
La maratona è la disciplina che più intriga e che più avvicina: quelle istantanee – rigorosamente in bianco e nero – hanno accompagnato la crescita dei figli degli anni Sessanta. Quasi cinquant’anni dopo (era il 1960) la maratona di Roma, in un altro scenario (di giorno e non di notte) ricondurrà a quel ricordo e a quelle suggestioni: la ricerca in ogni atleta di oltrepassare la soglia dello scibile, mettendosi in gioco, lui da solo, calpestando il selciato.
Ma la maratona di Roma – tralasciando i dati sportivi ammantati di romanticismo – rischia di diventare – stando ai numeri ufficializzati – un formidabile volano turistico-commerciale per l’intera città se è vero che gli indotti economici (stimati sui giorni di soggiorni a Roma di atleti e accompagnatori, sui pasti, i pernottamenti, gli spostamenti su bus, metro e tram, gli inevitabili acquisti frutto di shopping) ammonteranno a oltre quaranta milioni di euro.
Un dato in oggettiva controtendenza rispetto al calo generale di turisti registrato nel 2009. Un business vero e proprio ma soprattutto un inno alla solidarietà, alla mutua convivenza. Ecco il manifesto della maratona di Roma, l’evento che domenica 22 marzo terrà gioiosamente in scacco la capitale.