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Leggi inutili

Potrebbe davvero un Paese come l’Italia migliorare se fossero promulgate leggi come quella di promuovere la piadina romagnola? Oppure se fosse votata una legge contenente una sorta di patente europea per i pizzaioli? Si, per qualche deputato anche i deejay meriterebbero un provvedimento specifico, tale da contemplarli tutti in un albo. E, poi, tanto per gradire, c’è chi ha presentato un disegno di legge per stabilire regole certe per i “consulenti filosofici”.

Buffo è il mondo, se una legge del Vermont obbliga chi vi dimo- ra a farsi un bagno a settimana, preferibilmente il sabato sera. Oppure come non pensare a quella legge dell’Alabama che proibisce a chi guida di indossare i paraocchi mentre è in marcia. Dall’altra parte del globo, in Asia, è anche peggio: in Thailandia è scritto sui codici che è vietato uscire di casa senza mutande.

E, appena sopra di noi, in Francia, è tassativamente proibito chiamare un maiale Napoleone. Leggi inutili ce ne sono un mucchio, sparse per tutto il mondo. Inutili e, se volete, pure un po’ assurde, come quelle che, condensate in un saggio, sta per pubblicare l’Istituto Bruno Leoni di Torino. Una raccolta di tutti gli schemi di legge più bizzarri ed eccentrici che deputati o senatori hanno presentato o hanno in animo di presentare.

Non è cosa di poco conto, perché molte proposte bislacche – se registrassero l’ok di entrambe le Camere – sarebbero poi promulgate, finendo sui libri universitari e non solo. Sfogli la griglia di queste potenziali “leggi inutili” e rabbrividisci pensando ai reali problemi del Paese e a coloro che, eletti dal popolo, vi spendono tempo prezioso (e pure retribuito) per redigerle.

C’è chi vorrebbe l’istituzione della figura professionale dell’operatore “shiatsu”, chi reclama la disciplina della professione di autista di rappresentanza. Perché non istituzionalizzare una Giornata Nazionale del figlio, che altro non dovrebbe riequilibrare le già esistenti feste del papà e della mamma? Devono essere dotati di eccellente fantasia deputati e senatori della Repubblica se molti di essi vorrebbero che fossero promulgate leggi delle quali non se ne sente assolutamente la mancanza.

Perché non creare un “Garante degli animali”, scelto (ovviamente) tra chi nutre amore e passione verso i medesimi? C’è chi sogna il varo di disposizioni per disincentivare il fumo, immaginando di togliere la sigaretta dalle labbra dei più giovani in cambio di dolci e leccornie. Perché non promulgare un Albo dei Consulenti filosofici, poi? Già, ma chi sarebbero? Semplice: “il counseling filosofico è una relazione di aiuto che usa la filosofia a servizio dei problemi quotidiani”.

E poi la tutela agognata dei deejay, come vorrebbe Antonio Milo, onorevole napoletano eletto nel Mpa: colmare il vuoto legislativo attualmente esistente, riconoscendo il ruolo e la missione del milione (circa) di operatori di intrattenimento musicale. Un Parlamento rock: manche- rebbe solo questo nel difficilissimo autunno del Belpaese.

 

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