Le
nozze di Casini
Si
sono sposati col rito civile, nella Sala degli Affreschi del Buon Governo,
all’interno del Palazzo Pubblico di Siena. Un sobrio “sì”,
pronunciato davanti al sindaco di Siena (ex-diessino, ora dovremmo dire
appartenente al Partito Democratico), Cenni.
Protagonisti
l’ex-Presidente della Camera, Casini, ed Azzurra Caltagirone,
trentaquattro anni, una delle donne più ricche d’Italia,
la figlia prediletta dell’editore del quotidiano romano “Il
Messaggero”. Si sono conosciuti ed innamorati otto anni fa, sotto
il sole della Sardegna, su un veliero appartenuto, decenni fa, nientemeno
che ad Adolf Hitler.
Nozze
senza eccessi, in coerenza con la vita assolutamente normale dei due
sposi che, tre anni fa, hanno già festeggiato l’arrivo
di una figlia, Caterina. Lei indossava un abito color avorio, firmato
dallo stilista Valentino, comprato in una boutique.
Centoventi
invitati, di cui ottanta parenti e una quarantina di amici. Ovviamente
presenti le due figlie dello sposo, avute dal precedente matrimonio
con Roberta Lubich. Tre testimoni a testa: il fratello Federico, la
sorella Maria Teresa e l’attuale segretario dell’UDC, Cesa,
per Casini. Lucia Gramazio, figlia del senatore di Alleanza Nazionale,
la napoletana Claudia Goletta e Gioella Angiolini per Azzurra: amiche
conosciute anni fa, ai tempi di un college in Inghilterra.
Ricevimento
nel cinquecentesco Palazzo D’Elci, affacciato direttamente su
Piazza del Campo: proprio lì sotto, due volte all’anno,
a luglio e il giorno dopo Ferragosto, inizia la favola del Palio.
Invitati
ospitati a borgo La Bagnaia, vicino Siena, uno dei “resort”
più fastosi della Toscana, una beauty-farm a cinque stelle di
proprietà dell’editore Riffeser, vecchio compagno di scuola
di Casini: partecipazioni scritte a mano, con le indicazioni e le coordinate
per impostare pure il navigatore delle auto.
Al
catering ha pensato il pisano Federico Salza, confezionando un banchetto
di specialità toscane, con un gran finale di cioccolate, specialità
della casa. Niente regali per i due sposi, solo una donazione benefica
al Policlinico Umberto I° di Roma per l’acquisto di un sofisticato
macchinario per curare i bambini affetti da malattie metaboliche. Scelta
intelligente e piena di slanci.
Assenti
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini con cui Casini (c’era anche
Bossi) ha diviso le alleanze e le aspettative del Polo della Libertà.
Rapporti meno entusiastici, attualmente, anche se Casini ha categoricamente
smentito che l’UDC, in futuro, possa stringere un patto con il
neo-Partito Democratico. Fiera opposizione al Governo Prodi, al lavoro
per la costruzione di una forza di centro, alternativa al potere del
centro-sinistra.
Una
settimana in viaggio di nozze sotto il sole, al caldo. Al ritorno a
Roma Casini si è subito imbattuto nel decreto-sicurezza e in
una città singhiozzante per la morte di una donna – uccisa
in modo selvaggio da un clandestino rumeno – che ha riportato
alla luce l’emergenza rom.