Le folli notti dei Bikers
Viale Cristoforo Colombo, il tratto di strada, neppure venti chilometri, la metà dei quali dritti come un tavolo da biliardo, che unisce il quartiere Eur di Roma ad Ostia. Da uno dei lembi della città si passa al mare, attraverso quartieri sorti come funghi, che dal lunedì al venerdì trasformano i residenti in autentici pendolari.
È qui, dall’una di notte in poi, che si radunano decine di “bikers”, motociclisti che amano il brivido, la velocità, sfrecciando a oltre duecento chilometri all’ora, ovviamente in barba a qualsiasi limite. Loro nemici dichiarati sono i vigili urbani, le pattuglie della municipale che, ormai da qualche mese – dall’inizio dell’estate – gli danno la caccia. Il problema è che i “bikers” eludono pure gli autovelox, ricorrendo a trucchi antichi, come quello di schermare la targa in modo da non essere riconosciuti e, di conseguenza, sanzionati. Modificano le marmitte e, soprattutto, i motori.
Trasformano i selciati di Roma, in particolare il grande Raccordo Anulare, l’arteria che collega gran parte dei quartieri cittadini, in autentici autodromi, alimentando gare da brividi, magari pure clandestine, con decine di scommesse come corollario, mettendo a repentaglio la vita di coloro che, al volante di automobili o in sella a normalissimi scooters, vorrebbero godersi – soprattutto di sera – scampoli di frescura, in questa estate romana caratterizzata, al contrario, da afa e temperature roventi. I vigili urbani non si scompongono, attendono di piazzare il colpo vincente, sgominando con posti di blocco improvvisi i “bikers” di periferia.
Alcuni di loro, modificando il telaio, accrescendo la potenza delle loro motociclette, sono arrivate a spendere anche oltre ventimila euro. Il cartellone delle corse clandestine notturne è vario e variegato. C’è chi le organizza sul Raccordo Anulare, chi in arterie di periferia. Chi – appunto – sulla Cristoforo Colombo, una strada che si presta a sorpassi, controsorpassi, alimentando velocità supersoniche. Ingente il volume d’affari: ci sono gang alle spalle che gestiscono, alla fine dell’anno, svariati milioni di euro.
Amanti del rischio estremo, i “bikers”, protagonisti nefasti delle notti romane, che calpestano quotidianamente il codice stradale, trasformandosi da guappi di periferia in potenziali assassini. Qualcuno di loro, con spocchia, ha fatto pervenire anche messaggi neppure cifrati ai vigili urbani, professando invincibilità e, ovviamente, impunità. Fenomeno in preoccupante espansione, soprattutto quando marcato diventa il rischio dell’emulazione.
Corse clandestine a parte, i “bikers” sfrecciano come il vento spesso in preda ai fumi dell’alcool e di droghe leggere, come una recente inchiesta di un quotidiano cittadino ha svelato. Ecco perché, in taluni frangenti, imbattersi in alcuni di loro, i motori rombanti, le velocità che schizzano e la mente ottenebrata da cocktail devastanti, rischia di diventare un pericolo mortale.