Le
abitudini del generale
È
stato un filmato audio-video, messo in rete sul proprio sito Internet
dal quotidiano “Repubblica”, a svelare, lo scorso ottobre,
l’allegra abitudine.
Roberto Speciale, ex-comandante generale della Guardia di Finanza: la
Procura Militare lo accusa, dopo mesi di indagini, di aver personalmente
organizzato quarantacinque voli – tutti compressi nell’arco
dei fine settimane - su un ATR rimodellato sulle proprie esigenze.
Un
week-end al mare, un altro in montagna: un ponte-aereo continuo, alla
faccia del buon gusto e (soprattutto) dei contribuenti. Ora la resa
dei conti perché anche lo Stato, oltre alla magistratura militare,
ha avviato una indagine chiedendo all’ex-generale centinaia di
migliaia di euro di risarcimento.
L’ATR,
l’aereo trasformato in lussuoso mezzo di trasporto, era di stanza
a Pratica di Mare, venti chilometri da Roma. Su espresso ordine di Speciale
era stato riconfigurato con un particolare allestimento interno che
eliminasse i disagi per quei voli turistici. Poltrone “business”
per almeno otto passeggeri, l’ATR da jet era diventato “personal
jet”, adibito non a funzioni istituzionali ma ai voli organizzati
da Speciale.
Dal
venerdì sera alla domenica: era quello l’arco temporale
in cui da Pratica di Mare l’aereo decollava e vi faceva ritorno.
Ad un costo per lo Stato di quasi quattromila euro all’ora. Esemplificando:
un viaggio di tre giorni in Sicilia, la terra di origine del Generale,
costava, sommando le due ore di volo tra andata e ritorno, quasi ottomila
euro, il salario di quasi cinque finanzieri.
Lo
scandalo venne portato alla luce dal quotidiano “Repubblica”:
immediato lo sdegno e il senso di rabbia. In quell’occasione,
adeguatamente documentato da video e voci, si scoprì che Speciale
fece arrivare pesce fresco in una baita del Passo Rolle, a oltre duemila
metri di quota. La moglie, altri amici, tutti a bordo dell’ATR
per finalità individuali, certo non connesse alla carica ricoperta.
Mangiare
pesce fresco, d’altronde – hanno rilevato gli amici più
cari di Speciale – era una delle abitudini culinarie del generale.
Ora Speciale è formalmente accusato di peculato. Quel filmato
ha puntualmente fatto il giro dei networks, dilatando l’entità
dello scandalo, perpetrato con i soldi pubblici. Speciale dovrà
ora restituire centinaia di migliaia di euro, risarcimento dettato pure
da interessi e sanzioni.
L’ex-comandante
generale della Guardia di Finanza ha cercato inizialmente di redigere
una linea di difesa, puntualmente soffocata dal riscontro delle accuse:
dalle testimonianze di chi operava a Pratica di Mare, ai piani di volo
e i carichi dell’ATR. In quarantacinque circostanze accertate
Speciale ha scorazzato per i cieli d’Italia, comodamente sprofondato
sulle poltrone di un aereo adibito a compiti di sorveglianza. Impossibile
che nessuno sapesse: una brutta storia, allora, che rischia di squarciare
anche la catena gerarchica della Guardia di Finanza.