La citta' dei furbi
La storia (negativa a livello di immagine, più di quanto si possa immaginare) del conto da oltre settecento euro sventolato – per un pranzo in un ristorante adiacente a Piazza Navona – sotto gli occhi di due (sventurati) turisti giapponesi, non si è malinconicamente riflettuto soltanto nel Sol Levante.
Pessima pubblicità ai danni di Roma, ovviamente sotto accusa il titolare del ristorante: i due giapponesi hanno pagato il conto ma poi si sono rivolti alla polizia, scoprendo che – complice la carta di credito – erano stati loro addebitati oltre cento euro di mancia. Capitale, soprattutto in estate abbondano le truffe, i raggiri. Un corollario malinconico di cattivi comportamenti: tutti rigorosamente ai danni di turisti, ovvero quella categoria che – per doveri di ospitalità e di naturale convenienza – dovrebbe essere salvaguardata.
Basta scorrere su internet le possibili insidie a danno di turisti, da giugno a settembre: ci sono pareri, racconti, indicazioni. Fioccano le denunce, la lista dei luoghi (ristoranti, piazze) accuratamente da evitare. Il Sindaco di Roma, Alemanno, è insorto, prendendo le difese di chi – in città – albergatore, ristoratore, guida turistica o quant’altro – è profondamente onesto e non lucra sul proprio lavoro.
Eppure brutte figure continuano ad essere collezionate: fuori l’aeroporto di Ciampino, ad esempio, il secondo della città, agisce una banda di quaranta tassisti, che si spartisce guadagni ingiusti. Reclamano trenta euro (ma a testa) per portare una famiglia di quattro persone in città.
C’è poi – sempre tra i tassisti – chi chiede quaranta euro per portare un passeggero arrivato alla Stazione Termini in qualche (vicinissimo) albergo di via Nazionale. Un tragitto (minimo) che potrebbe essere benissimo percorso a piedi: invece il tassista fa scattare il tachimetro, guida per una ventina di minuti, sempre in circolo, scaricando l’ignaro turista sotto il proprio hotel.
C’è poi la guida turistica, o meglio colui o coloro che si improvvisano per tali: si intrufolano in un gruppo di turisti, prendono la parola e cominciano a sciorinare fesserie e inesattezze su monumenti, chiese, etc. Alla fine chiedono venti o trenta euro, contando sull’ingenuità di molti turisti che sbarcano in città.
Stratagemmi, l’arte di arrangiarsi di Totò applicata alla Capitale: non è una bella pubblicità per Roma. Anche in questo scorcio di estate fioccano i reclami, le proteste, le denunce. C’è chi – a pranzo o cena – si è visto addebitare in conto dieci euro per il pane o svariati euro per fantomatiche tasse. Guerra ai lestofanti, ha dichiarato il Sindaco Alemanno, arrivando a minacciare la chiusura dei locali di proprietari truffatori. Come spesso accade i cattivi comportamenti di pochi danneggiano gli onesti.
E così capita sempre più frequentemente che i turisti affollino McDonald’s, sgranocchiando un panino in fretta, piuttosto che trascorrere ore liete in qualche fraschetta del Centro.