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L'erede

Quarantatrè milioni di euro incassati al botteghino, ovvero il secondo, più redditizio film che, in Italia, ha raccolto soldi e consensi dopo “Avatar”. Checco Zalone, all’anagrafe Luca Pasquale Medici, trentaquattro anni, nato a Bari ma residente a Capurso, sempre in Puglia, è indiscutibilmente l’attore italiano del momento. Per la forza dei numeri, del gradimento degli spettatori, della prorompenza delle sue prestazioni dietro la cinepresa, oltre che per via di un record, di un boom economico al botteghino.

La sua seconda pellicola “Che bella giornata” ha gradualmente scalato le classifiche: uscito nelle sale cinematografiche dello stivale il giorno antecedente l’ultima Epifania ha messo assieme incassi e sorrisi. Subito 2,5 milioni di euro, poi 7, alla fine del primo fine settimana di programmazione. La voce deve essersi sparsa: un buon film, che regala allo spettatore ottanta minuti di pura evasione, ben diretto dal regista Gennaro Nunziante. E cosi’ Zalone, una laurea in Giurisprudenza nel cassetto, scopertosi in tv e definitivamente sbocciato sul grande schermo, è diventato un vero “cult”, o, piu’ semplicemente, l’attore italiano che genera soldi a palate.

Nelle prime due settimane di programmazione, “Che bella giornata” ha raggiunto i 31 milioni di euro, superando addirittura gli incassi de “La vita è bella” di Roberto Benigni, mica un film qualunque. Da allora il picco della popolarità di Zalone si è ulteriormente dilatato, fino a sfondare quota quarantrè milioni di euro, un record di consensi ed una spinta a spiegare il fenomeno. Perché – davanti a tali e cospicue cifre – di questo si tratta: Zalone, cabarettista, comico, musicista, cantautore, imitatore, un mix di qualità e di risorse artistiche, è l’uomo nuovo del cinema italiano, ormai braccato da Festival e Rassegne cinematografiche internazionali. Un veicolo, grazie alla cinepresa, per la diffusione del “made in Italy” all’estero.

Già la sua prima fatica cinematografica “Cado dalle nubi”, pur non raggiungen- do i numeri da record del suo secondo film, aveva lasciato intuire il suo talento: far ridere con battute divertenti, bandendo il volgare e lo sconcio, protagoniste le trame di tutti i giorni, che intrigano lo spettatore proprio per il fatto di essere usuali. Amante del jazz e della musica, artista polivalente, approdò sul palco di “Zelig”, la fortunata trasmissione di un network televisivo privato, costruendo da allora la sua fortuna.

Il suo primo film “Cado dalle nubi” (che incassò all’esordio 15 milioni di euro) venne girato tra Milano, Polignano a Mare e Roma: dunque non costano molto, a livello di location, le pellicole di Zalone. E’ lui che regge con mestiere e semplicità le scene. Zalone, forse, in questo difficile periodo di congiuntura italiana, piace alla gente perché è uno dei pochi attori in grado di far ridere con le sue “gag” spontanee. Una formula vincente in cui il suo cinismo (nei films) non fa inalberare ma riflettere.

 

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