L'autunno
di Prodi
Il presidente del Consiglio anticipa i temi della prossima Finanziaria:
nessun calo delle tasse, evaporano i sogni degli italiani per un abbattimento
(graduale) del gettito fiscale. La pressione dell’opposizione,
però, si dilata: Berlusconi, Casini, Fini considerano moribondo
l’esecutivo del Professore, letteralmente accerchiato. La nascita
del prossimo Partito Democratico sta acuendo i disagi tra le forze della
sinistra: voci, spifferi, contrasti, il solco è tracciato e non
promette davvero unità.
Berlusconi
lancia il popolo del centro-destra: Forza Italia medita di portare in
strada, a dicembre, mezzo milioni di manifestanti contro il Governo
in carica. Fini si adegua: una grande manifestazione di Alleanza Nazionale
è in programma a Roma, tra poco più di un mese. Bossi
tuona da Gemonio: la Lega insulta, carica a testa bassa, in mente il
federalismo, condendo il tutto con i soliti slogan contro “Roma
ladrona”. Clima tutt’altro che respirabile, mille problemi
sul tappeto. La crescita economica c’è ma non ha raggiunto
la soglia che si auspicava.
L’emergenza-criminalità
assilla. Il caro-mutui è problema che, prima o poi, dopo aver
varcato l’Oceano, minaccerà il futuro di moltissime famiglie.
Preoccupanti anche gli attuali rapporti tra Governo e Sindacati: ad
un anno e mezzo dal suo insediamento il Governo Prodi non raccoglie
consensi. Ne sono dimostrazione gli ultimi sondaggi (lo strumento tanto
amato da Berlusconi) che attualmente registrerebbero una marcata forbice
tra centrodestra (in testa) e maggioranza, in oggettivo calo fisiologico.
Un
autunno difficile attende l’esecutivo: il dibattito sulla legge-elettorale.
I rapporti tra Prodi e Veltroni, candidato leader del prossimo Partito
Democratico dopo il 14 ottobre, giorno della designazione ufficiale.
Incalza la sinistra estrema che mal si rispecchia – in molti temi
– negli auspici del Professore. Berlusconi chiama il popolo del
centro-destra annunciando battaglia. Poche leggi approvate perché
al Senato il Governo, per via di una maggioranza risibile, rischia spesso
il collasso.
Le
linee-guide della prossima Finanziaria rischiano di incrinare ancor
di più i rapporti fiduciari tra partiti della coalizione di Governo
ed elettori. Molti italiani si attendevano una diminuzione della scure
fiscale. Prodi non demorde, indica la strada maestra, sacrifici ancora
per un po’ e poi rifiatare, con un Paese finalmente in linea di
galleggiamento.
Il
centro-destra provoca, conta i giorni della destituzione, nonostante
neanche mezza legislatura sia trascorsa. Prodi si rintana nel suo fortino:
non ha voglia di abdicare. Snocciola nuove idee, contatta i ministri
economici, studia fattori e soluzioni: l’Italia ancora vive una
situazione preoccupante ma il Premier medita il colpo di coda. Nonostante
molti italiani storcano la bocca e non siano più disposti –
stando ai sondaggi – a dargli credito.