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L’amico del Cavaliere

Siciliano di Palermo, 58 anni da compiere la prossima metà del mese. Figlio di impiegati, laureatosi in giurisprudenza col massimo dei voti. Renato Schifani è il diciottesimo presidente del Senato dell’era repubblicana. Amante della pesca subacquea, al pari dell’omologo, neo-presidente della Camera Fini. Le isole Egadi teatro di lunghe immersioni. La musica e le note di Elvis Presley ad allietare le serate. Tifoso del Palermo, al pari della moglie Franca: Schifani è solito assistere alle partite dei rosanero allo Stadio Barbera oppure seguendo la squadra quando si esibisce all’Olimpico di Roma.

Avvocato patrocinante in Cassazione, due figli maschi: Roberto e Andrea. La politica lo aveva attratto negli anni Ottanta, elettore della vecchia Democrazia Cristiana. Nel ’95 l’abbraccio agli ideali di Forza Italia e la nascita di un rapporto di amicizia con Silvio Berlusconi. Eletto l’anno successivo – nelle fortunate elezioni che portarono al Governo il Popolo della Libertà – nel collegio siculo di Altofonte-Corleone. Dal 2001 è stato presidente dei senatori di Forza Italia, riconfermato pure nella passata legislatura. Schifani e Berlusconi, un rapporto forte: il Cavaliere, tre anni fa, volò a Palermo per partecipare alla sua festa di compleanno.

Puntiglioso sulle questioni regolamentari, amabile e cortese fuori da Montecitorio è stato definito, proprio da Berlusconi, un “cane da polpacci” nelle battaglie parlamentari. Uomo capace di aspettare il momento giusto: mai ha scalpitato per essere eletto Ministro. Di colpo, la scorsa settimana, Schifani è diventato la seconda carica dello Stato, sostituendo Franco Marini sullo scranno più alto di Palazzo Madama.

Amante delle tradizioni della sua Sicilia, Schifani è stato protagonista, sei anni fa, della battaglia parlamentare per la stabilizzazione dell’art. 41bis, quello che ha trasformato il carcere duro per i mafiosi da misura straordinaria e provvisoria a istituto definitivo, puntualmente messo a regime dall’ordinamento italiano. Ha posto la sua firma anche sul lodo che porta il suo nome: prevedeva l’immunità e la sospensione dei processi in corso per le cinque più alte cariche dello Stato, proposta però bocciata dalla Corte Costituzionale nel gennaio del 2004. Volto per eccellenza di Forza Italia nei servizi dei telegiornali, obiet­tivo il malgoverno (a suo giudizio) di Romano Prodi.

Sempre pronto a gettare una ciambella di salvataggio a difesa di Silvio Berlusconi. Muovevano accuse al Cavaliere sul conflitto di interessi? Lui, una volta, arrivò ad evocare la figura di Camillo Benso di Cavour, ricordando che pure lo statista piemontese possedeva giornali, proprietà terriere e altri incarichi. Presidente e garante di tutti, si è dichiarato il suo primo giorno a Palazzo Madama. La pesca subacquea, il sapore del mare, la Sicilia, il rock di Elvis: probabile che, alla luce dei nuovi e prestigiosi impegni, il tempo per questi hobbies diventi ancora di meno.

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