L’ESTATE ALLA RISCOSSA DI BERLUSCONI

Ha trasformato Villa Certosa, l’angolo di Costa Smeralda, in Sardegna, in un happening all’aperto. Sovente, nelle notti del bizzarro (dal punto di vista meteorologico) agosto italiano, ha aperto le porte di quello che, fino alla scorsa primavera e al successivo abbandono di Palazzo Chigi, era un fortino inespugnabile.

Ha passeggiato nelle strade di Porto Cervo, l’ex-premier Berlusconi. Ha incontrato gente, stretto mani. "Ho recuperato il rapporto con la gente qualunque", ha ripetuto spesso Berlusconi, citando un aneddoto. Fino alla scorsa estate il tratto di mare sotto la sua villa era off-limits per barche, natanti, semplici canotti o lussuosi yacht.

Ora che Berlusconi non è più premier i cordoni della sicurezza – che pure restano – si sono leggermente allentati e così è capitato che le imbarcazioni si siano spesso avvicinate alla residenza dell’ex-Presidente del Consiglio. "Mi sono spesso affacciato dai miei balconi. Ho salutato con la mano: subito, dal tratto di mare sotto casa, c’è stato un rumore di sirene. Erano decine di barche, i cui occupanti mi salutavano con affetto".

L’aneddoto – raccontato con la consueta civetteria dall’ex-premier – è sintomo di un rinnovato consenso popolare che – secondo Berlusconi - il centro-destra starebbe ritrovando.

Meglio correggere, forse, perché Berlusconi obietterebbe: ma se le elezioni dello scorso aprile sono state perdute per la manciata risibile (e irripetibile) di ventiquattromila voti, una forbice esigua che ha spostato la poltrona di inquilino di Palazzo Chigi in favore di Prodi, perché parlare di riscossa? L’ex-Premier ha vissuto una estate in trincea: lanciando il progetto di una federazione del centro-destra, ad esempio, al posto del partito unico che aveva sollevato polemiche da parte della Lega.

È sceso di nuovo in piazza, aspettando al varco il Governo Prodi e la sua prima Legge Finanziaria. Ha operato cambiamenti anche nella base di Forza Italia. Berlusconi non ha smobilitato, "non mollo", ha urlato, sconfessando quanto pronosticato dopo Natale a chi gli chiedeva come si sarebbe comportato se il centro-sinistra avesse sbancato le elezioni di primavera.

Ha rinsaldato il centro-destra, soprattutto l’accordo con Lega e An. Di minor afflato attualmente il legame con l’Udc: spesso il Cavaliere ha bacchettato Casini, pronto ad allargare la maggioranza di governo, aiutando l’esecutivo-Prodi, rimpastando alla maniera tedesca, in nome della stabilità del Paese.

Nessun patto col Governo in carica, tuona Berlusconi. Attaccando Prodi sulla Finanziaria, gli immigrati, le tasse, la strutture pubbliche. L’ex-Premier attende al varco – in Parlamento - la maggioranza esigua del centro-sinistra. Rinsalda il fronte dei consensi, maledice quei ventiquattromila voti in meno che non gli hanno consentito, per un’altra legislatura, di guidare l’Italia. Ha scelto Villa Certosa e la Sardegna per monitorare una riscossa che, lui, Berlusconi, già intravede in maniera nitida.

Giorgio Bicocchi

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