John, il presidente
Chissà se adesso, nominato presidente della Fiat, arriverà al lavoro scortato da un paio di auto, abbandonando la Panda color cobalto con la quale, guidando per le vie di Torino, era solito presentarsi in azienda. Perché questo è John Elkann, classe ’76, il nipote prediletto dell’Avvocato Agnelli, colui che venne designato – dopo la precoce morte del cugino Giovanni – come erede dell’impero e della holding di famiglia: un ragazzo estremamente educato, timido, che rifugge la notorietà, le luci della ribalta, a differenza del fratello Lapo, eccentrico per antonomasia.
Sposato con Lavinia Borromeo, il nuovo numero uno del Lingotto, colui al quale – assieme all’amministratore delegato Marchionne – sarà chiesto di potenziare la Fiat, lanciandola su inediti mercati e traguardi, è padre di due bambini, Leone ed Oceano. Proprio il primogenito, Leone, nacque in una struttura pubblica di Torino, il Sant’Anna, a testimonianza ulteriore che John (Jaki per gli amici), coniuga lo stile alla palpabile semplicità.
Invitò la mamma Margherita, una delle figlie dell’Avvocato Agnelli, al sontuoso matrimonio con la moglie Lavinia, salvo poi interrompere i contatti per l’arcinota disputa sull’eredità dello zio Gianni.
Margherita non partecipò ai battesimi di Leone e Oceano e adesso, per John, da metà aprile eletto Presidente della Fiat, è presenza decisamente di complemento. Nato a New York, i suoi genitori divorzieranno nell’81 quando lui, John, aveva appena cinque anni. Ha conseguito la maturità scientifica a Parigi: più tardi arriverà la laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino.
Durante il periodo universitario ha maturato esperienze di lavoro in numerose società del Gruppo Fiat, in Gran Bretagna e Polonia. Lavorò pure in fabbrica, sotto falso nome: una consuetudine di casa Agnelli, pure lo scomparso cugino Giovanni, morto a trentatré anni per una rarissima forma tumorale, venne infatti spedito a lavorare alla Piaggio di Pontedera, in Toscana, prima di inchinarsi ad un destino beffardo.
La famiglia Agnelli, con John, si riappropria della sua storia, della sua identità: troppi lutti (ravvicinati) negli ultimi anni. Giovanni, il fratello Umberto. E poi Edoardo, suicida da un ponte, vicino Torino. Oltre al cugino Giovanni, come sopra ricordato. Ecco perché le nascite di Leone ed Oceano e l’elezione di John hanno riportato il sorriso nella famiglia: la continuità della dinastia assicurata.
Suo nonno, l’Avvocato, lo elesse erede principale del Gruppo già nel ’97: John stava per compiere ventidue anni, la stessa età che aveva zio Gianni quando entrò – nel ’43, in piena guerra – nel gran consiglio dell’amata azienda. Motori, pallone (John è vicinissimo alla Juventus, impegnato in questi giorni nella sua ricostruzione dopo una stagione altamente deficitaria), i suoi conclamati hobbies.
John, il Presidente: l’ingegnere giovanissimo che si riappropria della Fiat, il marchio di famiglia degli Agnelli. Nessuno, in fondo, può mai chiudere il cerchio della propria vita.