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Italiani più vecchi e con più figli al nord

Più figli al Nord. Soprappeso e sedentarietà: il rischio è che diventino una piaga nazionale. I più grassi? Vivono al Sud. Lo sport viene praticato ancora da poche persone. La popolazione diventa sempre più vecchia. Aumentano, tra le malattie, sifilide e gonorrea. Migliora, nei numeri, la prevenzione oncologica. Troppi ancora i disabili lasciati soli. Ecco alcune istantanee ufficializzate dal tradizionale rapporto Osservasalute, relativo al 2007: una fotografia, condivisa in più branche, della situazione-Italia.

Nelle regioni meridionali si è ridotto il livello di fecondità mentre il dato concernente l’obesità (problematica che da anni assilla gli Stati Uniti, con il correlato aumento di malattie) mostra un aumento che sfiora il 10%. Il 38% dei campani, pugliesi, lucani e calabresi è in sovrappeso. Al Nord gli italiani sono sensibilmente più smilzi: in questa particolare graduatoria guidano Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. La diffusione di sovrappeso ed obesità aumenta con l’avanzare dell’età (fasce dai 45 ai 74 anni per le donne, dai 55 ai 74 anni per gli uomini). Italiani, pigri e sedentari.

I dati raccolti da Osservasalute sono inequivocabili: solo il 20,9% della popolazione ha dichiarato di praticare con continuità una o più discipline sportive nel tempo libero o nel fine-settimana. I sedentari, quelli che indugiano in poltrona, sfiorano quasi il 40%. Magari si appassionano per eventi sportivi ma solo davanti alla tv: la sedentarietà è manifesta in Sicilia: qui si scontano, ad esempio, la carenza di impianti dove praticare sport.

Magari pure l’assenza di piste ciclabili, qualora si volesse pedalare in libertà, smaltendo potenziali chili in eccesso. Lo sport è sovrano nella provincia di Bolzano, in Lombardia, in Veneto. Viene praticato pochissimo in Molise e Campania. Il rapporto fotografa una popolazione anziana: la Liguria, ad esempio, è la regione più vecchia. La metà dei suoi residenti ha più di 47 anni, un quarto oscilla tra i 30 e i 46 anni.

Un quarto dei campani ha più di 55 anni: anche a Napoli e dintorni esiste pertanto una vasta griglia di italiani-vecchi. Un dato non positivo si registra nella eventuale prevenzione (male attuata, stando ai numeri) delle malattie infettive: aumentati in modo consistente i casi di sifilide e gonorrea. In questo poco gratificante primato guidano i trentini e i laziali. Il rischio oncologico complessivo del Sud, storicamente meno marcato, si sta invece progressivamente avvicinando a quello del Nord.

Acquisisce consensi (e risultati) la prevenzione dei tumori. Il 10% delle famiglie italiane vivono con un disabile in casa: i portatori di handicap ammontano ad oltre due milioni e mezzo, pari a quasi il 5% della popolazione complessiva. L’80% della famiglie che vivono con disabili non è assistita da servizi pubblici a domicilio e oltre il 70%, soprattutto al Sud, non riesce ad avvalersi di alcuna assistenza, pubblica o privata. Una constatazione amara, che non fa onore ad un paese che dovrebbe dirsi civile

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