Italiani,
notti da insonni
Tra
i dodici e i quindici milioni di italiani soffrono d'insonnia. Il che
si sostanzia in notti completamente in bianco, oppure sonni brevi, di
durata irrisoria: non cambia, però, la sostanza del fenomeno,
le cui cause, come spesso accade per molte patologie, sono tutt'ora
ufficialmente sconosciute.
Quasi
un quarto complessivo degli italiani denuncia comunque una insonnia
pericolosa: ecco il dato da cui partire. Ma cinque-sei milioni di italiani
ne sperimentano addirittura una forma grave, tale cioè da inficiare
le attività diurne, oltre a danneggiare marcatamente la salute
e, in buona parte, l'umore.
Una raffica di numeri e statistiche per meglio affrescare il fenomeno:
le donne italiane vengono maggiormente colpite dall'insonnia (68,8%
contro il 32,2%, oltre il doppio rispetto ai maschi). Al pari dei trentenni,
magari disoccupati, preoccupati dal lavoro ignoto, dalla precarietà,
dagli stipendi bassi e dalle incerte (o inesistenti) tutele previdenziali.
Disagi
psicologici che affondano le proprie radici nel precario mondo lavorativo
italiano: pochi i concorsi, scarse le possibilità di emergere
e di rendersi economicamente indipendenti, talvolta passano otto-dieci
anni dal conseguimento della laurea a quello della definitiva consacrazione
lavorativa. Numeri e dati che hanno, in questi giorni, dominato i media
italiani. L'obiettivo? Sensibilizzare i cittadini sull'importanza e
sulla imprescindibilità del sonno.
Ancora statistiche: l'80% di chi dorme male accusa almeno un sintomo
diurno. Non è finita: oltre il 90% degli insonni accompagna al
problema malattie importanti come cardiopatie, ictus, diabete, soprappeso,
obesità, patologie digestive.
Gli
specialisti si sono ovviamente sbizzarriti nel dipingere diverse categorie:
ci sono gli insonni veri e propri, quelli conclamati, che vogliono dormire
ma non ci riescono e i cosiddetti "deprivati" del sonno, che
magari desiderano dormire ma non ne hanno, per svariati motivi, il tempo.
Ci sono poi i "brevi dormitori", coloro che, assopendosi per
appena quattro ore a notte, si svegliano in perfetta forma, in grado
di affrontare senza cedimenti la giornata che verrà, e gli incontentabili,
quelli che sbuffano anche quando riescono a dormire otto-dieci ore.
Le
cause dell'insonnia restano misteriose anche se diverse e qualificate
teorie accreditano al disagio la presenza di ansie o depressioni, problemi
più frequenti nel sesso femminile.
Quali
sono gli inconvenienti ai quali si va incontro dopo aver dormito poco?
In ordine sparso: difficoltà di memoria e di concentrazione,
irritabilità e depressione.
Addirittura
l'insonne induce ad evitare, il giorno successivo, svaghi e possibili
contatti con gli amici. Qualcuno ha definito l'insonnia una mutilazione
invisibile ma reale. Una zavorra, insomma, che procura il calo dei livelli
di attenzione, resistenza e prontezza.
Un
male della società di oggi, sempre di corsa. Un disagio metropolitano,
se è vero che in provincia l'insonnia è disagio che c'è,
raggiungendo però livelli più bassi rispetto alle città.
Giorgio
Bicocchi