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Il mondo di Walter

Walter Veltroni, 52 anni, romano: ha letteralmente sbancato le Primarie del neo-costituito Partito Democratico. È al suo secondo, consecutivo mandato da sindaco della Capitale.

Il suo alfabeto è composto dalla passione smisurata per l’Africa. Non il continente che compare nei documentari naturalistici, che ritraggono spiagge da sogno, villaggi e turisti ma quello che, ogni giorno, combatte contro le morti precoci dei bambini, le bidonville e le discariche.

È stato lui, a Roma, a volere un tempio per la musica: l’Auditorium del Flaminio, oggi, è il ritrovo prediletto di chi ha le note nel sangue. Ma pure della celluloide perché è stato proprio Veltroni ad ideare la Festa del Cinema. Fu giovane amico di Enrico Berlinguer, il segretario del Partito Comunista. Ben visto Oltretevere, nei palazzi cardinalizi, suscita paradossalmente simpatia anche a destra. Presidente onorario della Federazione Basket: è stato lui a portare a Roma il circo della NBA.

Sempre Veltroni ha avuto l’idea di candidare Roma per ospitare i Mondiali di Nuoto del 2009 (già iniziati i lavori della nuova cittadella sportiva a Tor Vergata).
Riqualificare le periferie: ecco il suo motto da sindaco.

Ha partecipato a svariate inaugurazioni di librerie, lontane dal centro storico, dedicate ai più giovani. Uno strumento per evolversi, staccarsi dalle origini, studiare, senza sentire la lontananza delle istituzioni. È socio onorario pure del Circolo Canottieri Aniene, uno dei club remieri più blasonati del Tevere.

La moglie si chiama Flavia: da lei ha avuto due figlie, Martina e Vittoria. Veltroni ha conosciuto Flavia trentadue anni fa. È un leader laico devoto, frequentatore inossidabile di celebrazioni. Una volta partecipò al Gay Pride ma forse poi se ne pentì.

Ama Hollywood: Pitt, Clooney, De Niro spesso salgono a salutarlo in Campidoglio quando transitano per Roma, presenziando all’uscita dei loro, nuovi film.
Veltroni, figlio del famoso giornalista degli Anni Cinquanta Vittorio, direttore del primo telegiornale, è un appassionato cinefilo. Ha scelto il cantante toscano Jovanotti per scrivere la nuova colonna sonora dell’appena sorto Partito Democratico.

Cresciuto nel mito di Bob Kennedy, Veltroni ha una grande passione per l’America: ora strizza l’occhio alle idee del candidato Obama, il senatore nero dell’Illinois che punta a vincere il duello con Hillary Clinton. A lui il merito di importare dalla Francia la “Notte Bianca”. La prima edizione, peraltro, finì precocemente per colpa di un black-out lunghissimo.

Veltroni ha recentemente chiesto la riapertura delle indagini dell’omicidio del regista Pasolini. Adora scrivere, pubblicare: “Senza Patricio” ha suscitato consensi, ambientato in Sudamerica, tra desaparecidos e lotte per la democrazia. Ha perduto il papà che aveva un anno: per questo ha scelto “L’uomo dei sogni”, la pellicola con Kevin Costner, come film della sua vita. Berlusconi non lo teme eppure sarà lui il candidato del centro-sinistra alle prossime elezioni politiche.

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