Il mistero dello chef
Come si fa a scomparire, senza lasciare tracce apparenti, da una mastodontica nave da crociera che solca l’Oceano portando verso il sole della Colombia oltre duemila passeggeri? Possibile, se è vero che Angelo Faliva, lo chef di una delle cucine di bordo, cremonese, trentuno anni al momento della scomparsa, cuoco sulla “Coral Princess”, è stato letteralmente inghiottito dall’oblio.
Una storia contraddistinta da indagini affrettate, investigatori poco zelanti, magari anche sfortuna: capita nei migliori casi di cronaca nera, d’altronde. Si sottovaluta qualche indizio, i giorni trascorrono, si passano al setaccio gli alibi senza arrivare a chiudere il cerchio. Novembre del 2009: è da qui che bisogna riavvolgere il nastro di questa storia straziante che – con grandissima compostezza – la famiglia Faliva, ed in particolare la sorella dello chef scomparso, Chiara, ha riportato a galla nelle ultime settimane, partecipando a trasmissioni televisive oppure rilasciando interviste a giornali e riviste. 23 novembre, la nave molla gli ormeggi della Florida, orientando la bussola verso il Centroamerica, prima, il Sudamerica, poi. Angelo è un ragazzo estroverso: la vita di bordo gli piace.
I guadagni cominciano ad alimentarsi. E, con essi, si realizzano i primi sogni: come quello di comprarsi una fiammante spider, acquisto perfezionato qualche giorno prima di solcare l’Oceano. La sera del 25 novembre, quando la “Coral Princess” è al largo delle coste di Cartagena, in Colombia, Angelo lascia la sala di uno dei tanti ristoranti della nave dove presta servizio. Lo vedono prendere l’ascensore, uno di quelli che fila solo verso il basso, direzione stiva. Trascorrono diversi minuti ma nessuno solleva il dubbio di dove sia. Assenza peraltro singolare perché Angelo Faliva avrebbe dovuto chiudere il suo turno alle dieci di sera mentre la sua scomparsa risalirebbe alle otto e un quarto.
È materia per giallisti incalliti: chissà che alla fine qualche scrittore non decida di dedicargli un libro. Una storia vera, purtroppo, condita dalla sparizione di un ragazzo, mai più ritrovato. Mancano gli indizi, tantomeno le prove. Solo supposizioni. La famiglia – a distanza di due anni – ancora incredula. Suicidio? E perché? Angelo non aveva manifestato disagi psicologici. Una storia d’amore finita male? Non era il tipo da ammalarsi d’amore. Solo la mattina successiva iniziano le ricerche sulla nave. Ovviamente indietro non si può tornare: la crociera dei facoltosi turisti della “Coral Princess” va salvaguardata.
E poi, se Angelo avesse davvero saltato il ponte, gettandosi volontariamente in mare? Eppure il mistero si infittisce: qualcuno, dopo la sua scomparsa, fruga nel suo computer, cancella email, scarica files e documenti. Nella famiglia si rafforza l’idea che Angelo possa essere stato fatto sparire, colpevole solo di aver visto qualcosa che non doveva. Il Ministero degli Esteri italiano annaspa, idem la polizia. Telefonate mute alla famiglia. Qualcosa non quadra. Riecco la domanda, angosciante: che fine ha fatto lo chef italiano?