Il grande freddo
Un altro attacco alla Corte Costituzionale, ai giudici e al Presidente della Repubblica. Anche in un contesto internazionale, con interlocutori neutrali (a Bonn, nell’ambito del Congresso del Partito Popolare Europeo), il Premier Berlusconi è tornato ad infiammare l’agone politico. E cosí il grande freddo con Fini e Napolitano – dunque un nuovo scontro istituzionale – si è prontamente acuito, facendo malinconicamente ritornare l’Italia in prima pagina, anche su giornali e networks stranieri.
In Italia comandano i giudici, ha tuonato Berlusconi, fanno politica e sono affettivamente legati ad ideologie di sinistra. Inutile fare elezioni, cercare di governare sulla scorta del legittimo potere conferito da chi è andato alle urne – ecco il senso del suo ennesimo sfogo – se poi giudici e Pubblici Ministeri, aprendo continue istruttorie, minano al proprio interno le istituzioni, impedendo di concentrarsi sui problemi del Belpaese.
Pesa ancora lo smacco della bocciatura – da parte della Corte Costituzionale – del Lodo Alfano, il provvedimento che, se reso esecutivo, avrebbe consentito il blocco dei processi ai danni delle quattro, piú alte cariche dello Stato (e conseguentemente dello stesso Premier) durante il periodo della loro investitura.
In virtú di quella sentenza, i processi a carico di Berlusconi hanno ripreso linfa e vigore: il Premier, evidentemente, si sente accerchiato e sbotta appena puó contro il Consiglio Superiore della Magistratura, contro la Consulta. Fini non si adegua, invitando il Premier al rispetto dei poteri dello Stato e cosí il rapporto col Cavaliere si incrina sempre di piú. Sembrano istantanee sbiadite le immagini di Berlusconi e Fini abbracciati ed emotivamente coinvolti nelle manifestazioni, nei cortei e nelle iniziative in piazza del Popolo della Libertà.
Fini lavoró alacremente per il varo del partito unico, facendo confluire in un unico movimento Forza Italia e Alleanza Nazionale. Il rapporto privilegiato tra Berlusconi e Bossi, unitamente alle frequenti bordate contro le istituzioni, la magistratura e il Colle del Quirinale – colpevole di ospitare, a giudizio del Premier – il terzo, consecutivo inquilino (Napolitano) di estrazione smaccatamente di sinistra, stanno alimentando il distacco.
C’è freddezza, ormai, tra Berlusconi e Fini. Scarsi i colloqui, gli approfondimenti su temi importanti, eppure tra Presidente della Camera e Presidente del Consiglio in carica la simbiosi dovrebbe essere marcata e non di facciata. Fini rimprovera a Berlusconi un eccessivo egocentrismo, una visione scarsamente collegiale del Partito della Libertà, oltre ad attacchi (a suo dire) gratuiti contro i giudici, la magistratura, il Parlamento, reo di ospitare un eccessivo numero di deputati e senatori, con conseguente aggravio della tempistica per la promulgazione delle leggi.
Insorge – davanti agli attacchi del Premier contro i capisaldi della democrazia – l’opposizione mentre anche allo stesso interno del Partito della Libertà l’ala vicina a Gianfranco Fini medita un clamoroso ribaltone.