Il Centro-Sud sogna
Sette scudetti complessivi vinti nella loro storia, una inezia rispetto allo strapotere dei clubs del Nord. Ma l’attuale è campionato senza padrone, tantomeno certezze, come spesso capita nei tornei post-Mondiale: l’Inter è assillata da continui problemi, il Milan è Ibrahimovic-dipendente e la Juve studia ancora per provare a diventare una grande squadra. Insomma, il ribaltone, il golpe è davvero possibile. Da quanti anni erano che Lazio, Napoli e Roma non lottavano contemporaneamente per lo scudetto? Si diceva, fino al novembre scorso: aspettiamo Natale e poi verifichiamo la classifica.
Ecco, la sosta natalizia è arrivata e gli indizi del primo autunno sono stati confermati dalla realtà delle cose. La Lazio non molla, in testa da sola c’è stata per un mese intero. Ha mostrato virtù importanti: fino alla scorsa stagione lottava nei bassifondi della classifica, ora è lassù. Vuol dire che il gruppo ha sete di rivincite rispetto ai passati disagi. E qualità tecniche e temperamentali ritrovate d’incanto.
Il Napoli è agganciato ai biancocelesti: vero, alla ripresa del campionato (il giorno dell’Epifania), dovrà incrociare, nell’arco di 72 ore, prima l’Inter e poi la Juve. Partite terribili ma allo stesso tempo coinvolgenti. E poi la Roma che, nonostante uno scorcio di girone di andata contraddistinto da un mucchio di reti subite e da partite ricche di chiaroscuri, è ufficialmente rientrata nel giro-scudetto, distanziata dal battistrada-Milan da sette punti, ovvero poco più di due vittorie.
Eccola, la tenace riscossa del Centro-Sud: la classifica attuale lo testimonia, Lazio, Napoli e Roma (in rigoroso ordine di classifica) possono legittimamente pensare al colpo d’autore. Fame di vittorie, la voglia di ribellarsi ai pronostici della vigilia, insomma il Nord è avvisato: per il Centrosud il tricolore non è più un magnifico tabù. Diciassette giornate di campionato già in archivio rappresentano una eccellente base per un ragionamento logico: le “grandi” tradizionali balbettano, incapaci di tramutare sul campo la loro forza, imprenditoriale ed economica. E questo sembra un torneo in grado di aspettare chiunque, alimentando inaspettati sogni di gloria. La Lazio il primato l’ha toccato con mano, il Napoli, per il momento, l’ha solo sfiorato.
E, più dietro, ma ormai lanciata al ricongiungimento, ecco la Roma che, nel girone di ritorno, giova rammentarlo, affronterà all’Olimpico – dove quest’anno mai ha perduto – Juve, Napoli e Milan. I giallorossi sono abituati ad inseguire: lo fanno da anni, correndo da matti, da Natale in avanti, rimontando la graduatoria, prima con Spalletti e poi con Ranieri. Certo, i giallorossi possiedono valori oggettivi, una rosa complessivamente superiore a quelle di Lazio e Napoli.
Ma gli allenatori Reja e Mazzarri non mollano, sorretti dalle ali dell’entusiasmo. Al diavolo la restaurazione, sarà pure campiona- to insipido, in cui si gioca male, come dicono in molti, ma il Centro- Sud, stavolta, fiuta aria di golpe.