Il cavaliere redento
Voci e ricostruzioni per lo meno imbarazzanti: non è passato giorno, da metà luglio in avanti, che giornali, riviste e siti Internet non abbiano riversato il fiume di intercettazioni-audio tra il Presidente del Consiglio e una prostituta. Lo sport dell’estate italiana: ombrellone, mare, spiaggia, leggendo avidamente le trascrizioni dei dialoghi.
Lui, il Premier, ha incassato con stile l’assalto mediatico: costantemente alla berlina, alla mercé della satira nostrana e internazionale. Succede raramente che i fatti privati di un Premier finiscano ad intermittenza in prima pagina, monitorati e, soprattutto, giudicati. “Non sono un santo”, ha amato ripetere Berlusconi. Prendendo comunque una decisione, frutto delle continue sollecitazioni in materia da parte dei suoi più fidati consiglieri.
Troppi eventi della sua vita privata immortalati dai fotografi: le migliaia di scatti del fotografo Zappadu – all’interno della residenza estiva del Premier in Costa Smeralda – hanno fatto il giro del mondo, rivelando (quantomeno) uno stile di vita eccessivo. E poi i contorni del suo divorzio dalla moglie Veronica.
La partecipazione alla festa di compleanno di una neo-diciottenne, con annessi approfondimenti sul rapporto di amicizia tra Berlusconi e il padre della ragazza, modesto impiegato di un comune alle porte di Napoli.
E poi il ciclone-D’Addario, con la escort barese che ha rivelato i suoi rapporti col Premier, regolarmente invitata nella residenza di Palazzo Grazioli. Forse era giunto il momento di dire basta, di affrancarsi da un tipo di vita – all’infuori dei ruoli istituzionali – eccessivamente preso di petto, accettando inviti mondani, notturni, presentandosi in discoteca, non selezionando – con maggiore attenzione – la schiera di amici ed amiche con i quali circondarsi, dal tramonto in poi.
E così, accettando i consigli dei suoi collaboratori, Berlusconi si è convinto: trascorrerà una estate all’insegna della moderazione. Si è affacciato una sola volta a Villa Certosa, decidendo di non trascorrere lì il mese di agosto. Niente feste, niente lusso, niente amici: raccontano che il Premier – per dare uno strappo alla sua vita, lontano dalla politica – abbia deciso di affiggere il cartello “vendesi” alla sua amatissima residenza sarda.
Trecento milioni di euro la sua richiesta: possibile che la villa finisca per interessare qualche magnate russo o qualche emiro arabo. E così Berlusconi non indosserà la bandana, non sfilerà su panfili, partecipando a lunghe feste notturne: la sua redenzione si consumerà all’Aquila, affittando una casa modesta per seguire da vicino le fasi (importanti) della ricostruzione della città abruzzese, dopo il terribile terremoto.
A seguire possibile un pellegrinaggio a Pietralcina, il paese natale di Padre Pio. Un tentativo – quello del Premier – di recuperare il rapporto col Vaticano, incrinatosi alla luce degli ultimi (torbidi) sviluppi. Berlusconi che insegue la riabilitazione, rifuggendo dai vizi e dagli eccessi: ecco l’agosto che attende il Premier.